Cernusco sul Naviglio, 10 Ottobre 2007
Questa sera siamo di fronte ad un passaggio storico importante.
E’ la prima volta da oltre 100 anni che il centro sinistra è al governo di Cernusco.
E’ un passaggio che viviamo con orgoglio e con senso di responsabilità e, non lo neghiamo, con una certa emozione.
E’ un passaggio che non può passare inosservato, soprattutto in virtù dello scenario politico circostante e contestuale alla vittoria del centro sinistra a Cernusco.
La città ci ha investito di una grande responsabilità e privilegio, credendo nel nostro programma e nei valori che sempre abbiamo proposto quali la partecipazione, la trasparenza, il rispetto per l’ambiente e l’attenzione per il prossimo mediante la buona gestione dei servizi sociali ed un servizio scolastico all’altezza.
Questo è ciò che la città ci ha chiesto e ci chiede, dandoci un chiaro messaggio di fiducia nell’appoggiare noi ed il nostro programma di governo.
Altrettanto chiara deve essere, pertanto, la nostra risposta.
A nostro avviso il programma presentato fornisce una chiara risposta alla città indicando, in maniera esaustiva e chiara, i temi e le priorità per il governo di Cernusco nel prossimo periodo triennale.
Innanzitutto bisogna riconoscere la qualità della relazione programmatica. L’iter di preparazione e la rielaborazione in un documento chiaro ed efficace denotano il fatto che l’amministrazione ha preso molto seriamente questo tema, dimostrando un grande rispetto verso la città intera ed il consiglio comunale.
Il programma è qualitativamente ben fatto: non contempla promesse, chimere o sogni mai avverabili ma è concreto e parte dalle esigenze della nostra città, sviluppandosi attraverso una direttrice di intervento concreta, fattibile, con tappe precise. In alcuni passaggi indica interventi che daranno risposte ben oltre il 2010, periodo cui questa relazione si riferisce. E’ un programma che delinea progetti per costruire una città migliore, non è un’insieme di interventi scollegati l’uno dall’altro.
Nasce dall’ascolto della città, dei cittadini che incontriamo, di chi ci dice che c’e’ un problema o che qualcosa si può fare meglio, di chi fa sentire la sua voce per rendere migliore la nostra città e ultimo, ma non meno importante, nasce dalla nostra sensibilità alla cosa pubblica.
La partecipazione è una delle chiavi di volta per governare la città in maniera più equilibrata e sensibile alle reali esigenze dei nostri concittadini.
Ringraziamo il Sindaco, e condividiamo la Sua scelta, per aver dedicato così tanta parte della sua relazione al tema della partecipazione che ci consentirà di contare sulla collaborazione dei cittadini, secondo strumenti ed istituzioni specifiche, per l’arricchimento della progettualità amministrativa.
Ci permettiamo qualche sottolineatura in ordine ad alcuni degli interventi e dei progetti presentati:
Territorio, ambiente: plaudiamo alle linee tracciate nel programma con particolare riferimento alla realizzazione del PGT ed al completamento del parco delle cave. Dobbiamo passare dalla concezione che troppo spesso vediamo applicata che dice: “c’e’ un pezzo di territorio disponibile, cosa ci posso costruire?” ad una concezione che dice “c’e’ un pezzo di territorio disponibile, come lo possiamo impiegare?” lasciando l’edificazione solo come una delle opportunità e non come l’unica scelta possibile.
L’attenzione a energie rinnovabili e bio edilizia ci permetterà di ammodernare l’edilizia e il modo di intendere la generazione dell’energia, contenendo lo sfruttamento delle risorse più preziose e vitali e consentendo di fare passi avanti verso un futuro più pulito e di qualità.
L’attenzione al mondo agricolo e l’identificazione di azioni e programmi volti a valorizzare il ruolo e la visibilità degli allevatori e coltivatori di Cernusco è un punto fondante di questo programma e mira a cooperare con questi imprenditori, risorsa importante sul territorio.
Mobilità: la qualità della vita viene influenzata anche dallo stato della viabilità di una città. Gli interventi descritti sono un chiaro richiamo a concretezza, efficacia di azione e miglioramento di questo aspetto particolarmente sentito dalla città per il suo elevato impatto con la vita di tutti i giorni.
Servizi al cittadino: Questo tema è da sempre uno dei cardini delle proposte della nostra lista, attenta alla qualità e agli interventi in orine ai cosiddetti ‘servizi sociali’.
Apprezziamo particolarmente l’approfondimento ed il risalto che, nella Sua relazione, riveste tale capitolo di intervento, toccando la molteplice varietà di progetti ed azioni volti a migliorare la percezione e la sostanza di questi importantissimi servizi.
Educazione : la realizzazione del nuovo plesso scolastico, cardine del nostro programma, è un passaggio chiave di questa relazione. Anche in questo caso, sig.Sindaco, ha ampiamente e chiaramente spiegato le linee guida e le motivazioni a sostegno di questo intervento che nasce, ripetiamo, per via di un approccio progettuale, che prende in esame esigenze ed emergenze ed elabora una risposta concreta, fattibile, di qualità e sostanza.
Giovani: la partecipazione dei giovani alla cosa pubblica è da sempre obiettivo della nostra lista. Già oggi questo consiglio comunale mostra una loro ampia partecipazione. Le delega alle politiche giovanili è da noi molto apprezzata, considerando prioritario dare alcune risposte ai giovani ed avere una partecipazione più attiva, di questi, alla cosa pubblica. Essi sono spesso considerati un puro strumento propagandistico da esibire in campagna elettorale, invece rappresentano un’ importante risorsa . Il nostro compito sarà quindi quello di stimolare un confronto sia politico che generazionale per favorire il loro apporto di idee e proposte al nostro progetto di governo di città.
Cooperazione decentrata, come gesto concreto di solidarietà internazionale, volta a valorizzare le esperienze dei gruppi, delle associazioni, dei tanti singoli, laici o religiosi, che con passione ed impegno arricchiscono la nostra realtà cittadina, rendendola un ponte tra l’Italia ed il mondo in via di sviluppo, nell’ottica di costruire incontri ed azioni di pace.
Un ultimo accenno alle attività produttive e alle società partecipate.
Qui ci misuriamo con un ambito importante quale è il lavoro; il progetto del Polo tecnologico è ambizioso ma assolutamente necessario. Non sarà una “passeggiata” ma dobbiamo dare le risposte alla città anche quando cio’ è scomodo o richieda coraggio o risulti particolarmente difficile.
Questo si aspettano da noi, i nostri concittadini, e questo coraggio, questa ambizione verrà certamente ripagata con la realizzazione di interventi qualificanti.
Sulle partecipate è assolutamente necessario passare ad una fase di gestione efficace e virtuosa di queste aziende che, spesso, rivestono un ruolo di alta visibilità ed impatto sulla nostra quotidianità, oltre ad essere una fonte di lavoro per tanti concittadini.
In conclusione identificheremmo in “progettualità” e “collaborazione” le parole chiave per descrivere questo programma. Quanto espresso dal sig.Sindaco non è un elenco di interventi fini a se stessi, o scollegati, ma rispondono ad un progetto di città e ad una serie di progetti area per area, per non lasciare nulla al caso, per essere certi che al centro dell’operato vi sia un unico filo conduttore: la qualità della vita dei nostri concittadini. Questo è il punto di partenza e di arrivo della nostra azione di governo, questa è la finalità dei progetti presentati.
E’ una relazione che va al cuore dei problemi e che parla al ‘cuore’, affiancando lucidità ed efficacia progettuale nel delineare interventi con un ‘anima’.
La “collaborazione” si esplica invece nella dichiarazione di cooperare e collaborare con i cittadini mediante gli strumenti di partecipazione ma anche con enti od istituzioni, quali e non solo, la provincia di Milano, i comuni limitrofi ed altri soggetti ancora.
La Cernusco che vogliamo non è una bella città-dormitorio ma una città che offra qualità della vita ed un vasto ventaglio di opportunità ai suoi cittadini: equilibrio urbanistico, volontariato attivo, attenzione all’ambiente, lavoro, salute, sicurezza e partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti.
Questo programma ci soddisfa proprio perchè dimostra che “una città migliore è possibile”.
Ci permetta una conclusione che è anche, allo stesso tempo, una constatazione ed un apprezzamento.
Una frase dice: “un leader non è un leader se non sa dove andare”.
Con l’azione di governo di questi primi 100gg, con questo programma, lei, sig. Sindaco, coadiuvato dalla giunta e con il supporto delle forze di maggioranza, sta chiaramente indicando in quale direzione portare Cernusco: verso una città migliore.
Noi con un leader così ci stiamo e forniremo tutta la nostra collaborazione affinché i suoi,i nostri progetti di città migliore si realizzino.
Grazie e continui così.
Fabio Colombo
Capogruppo consigliare di Vivere Cernusco
(a nome ed in rappresentanza di Vivere Cernusco)
domenica 14 ottobre 2007
martedì 2 ottobre 2007
"Il pensiero è più forte della violenza": solidarietà della giunta al popolo birmano
«Il pensiero è più forte della violenza».
Con queste parole la giunta di Cernusco sul Naviglio esprime solidarietà al popolo birmano per i terribili fatti di sangue e repressione di questi giorni.
La giunta aderisce all’appello per la Birmania libera e democratica che la Provincia di Milano ha lanciato in questi giorni dal sito istituzionale. Invita anche i cittadini cernuschesi ad aderire a questa iniziativa con l’invio di una mail di solidarietà e partecipazione all’indirizzo birmanialibera@provincia.milano.it.
Durante il meeting dello scorso weekend in cui la giunta e i dirigenti si sono ritrovati per programmare insieme il lavoro dei prossimi cinque anni, il sindaco Eugenio Comincini e la squadra dei suoi assessori ha voluto testimoniare la vicinanza con il popolo birmano indossando simbolicamente sciarpe e maglioni rigorosamente di colore rosso.
La giunta aderisce all’appello per la Birmania libera e democratica che la Provincia di Milano ha lanciato in questi giorni dal sito istituzionale. Invita anche i cittadini cernuschesi ad aderire a questa iniziativa con l’invio di una mail di solidarietà e partecipazione all’indirizzo birmanialibera@provincia.milano.it.
Durante il meeting dello scorso weekend in cui la giunta e i dirigenti si sono ritrovati per programmare insieme il lavoro dei prossimi cinque anni, il sindaco Eugenio Comincini e la squadra dei suoi assessori ha voluto testimoniare la vicinanza con il popolo birmano indossando simbolicamente sciarpe e maglioni rigorosamente di colore rosso.
lunedì 1 ottobre 2007
Tutti diritti umani per tutti
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti."
Eppure, ancora oggi, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni di persone sono costrette a sopravvivere e spesso a morire senza conoscere il sapore della pace, della libertà, della giustizia e della democrazia. E’ intollerabile!
APPELLO
“La riduzione del fatto “guerra” va accompagnata con la capacità di costruire la pace, di dare un sale ad essa, di riferirla ad un nuovo uomo, e nuova società, e nuova realtà”.
Aldo Capitini
Il mondo ha bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sui diritti umani. Appelli, allarmi, rapporti e proposte continuano ad essere deliberatamente ignorati da coloro che hanno il dovere e la possibilità d’intervenire. Più passa il tempo più i problemi si aggravano e le soluzioni che ieri sembravano a portata di mano oggi diventano più difficili. Sempre più spesso la politica interviene quando l’emergenza è esplosa, rivelando così la sua crescente incapacità di prevenire e risolvere i problemi. Il risultato è che il mondo diventa sempre più fragile, violento, ingiusto e insicuro. Crescono le sofferenze delle persone, le disuguaglianze, le ingiustizie, lo sfruttamento, l’esclusione, l’illegalità, le violazioni dei diritti umani, l’intolleranza, il razzismo, l’impoverimento, la disoccupazione, la precarietà e la violazione dei fondamentali diritti del lavoro, la devastazione ambientale e la distruzione delle risorse naturali, la mercificazione dei beni comuni universali, il ricorso alla violenza, alla guerra e alla giustizia “fai-da-te”, i traffici di ogni tipo di arma. Per questo si diffondono tra le persone, anche nel nostro paese, preoccupazione e insicurezza, risentimenti, nazionalismi e conflitti e, allo stesso tempo, si aggrava l’indifferenza e l’egoismo.
Eppure la storia non è fatale. Per quanto la situazione dell’umanità sia grave e complicata, c’è sempre la possibilità di trovare un’alternativa. Guardiamo ai segni dei tempi, ci accorgeremo che le alternative esistono e che le esperienze positive non mancano. Quello che manca, e che dobbiamo invece rivendicare con forza, è una politica genuinamente nuova che si impegni a salvare dalla morte certa coloro che sono ancora privati dei fondamentali diritti; una politica che metta al bando la guerra e riconosca la pace come diritto fondamentale della persona e dei popoli; una politica impegnata a costruire la pace tra i popoli e tra le persone, tra gli stati e dentro gli stati; una politica tesa a difendere e attuare, secondo principi di giustizia fatti propri dal diritto internazionale dei diritti umani, il bene comune universale e a costruire un ordine internazionale pacifico e democratico; una politica impegnata a riconoscere, garantire e promuovere i diritti umani, la solidarietà e la responsabilità di tutti.
In presenza di un pericolo maggiore occorre mobilitare maggiori energie. Quanto più si aggrava la crisi della politica, tanto più è necessario sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise. Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre diffondere una nuova cultura politica nonviolenta basata sul rispetto della “dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali ed inalienabili”. Per questo, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, invitiamo tutti a riflettere sulle proprie responsabilità e a camminare insieme sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento. Partecipiamo insieme alla Marcia Perugia-Assisi che si svolgerà domenica 7 ottobre 2007 per chiedere pace e promuovere “tutti i diritti umani per tutti”.
I diritti umani non sono soltanto valori altissimi, essi sono il nome giuridico dei bisogni vitali delle persone e si propongono come obiettivi concreti della politica da perseguire a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale, europeo e internazionale, dalle nostre città fino all’Onu. I diritti umani costituiscono il nucleo centrale della legalità in un mondo alla ricerca affannosa di governabilità umanamente ed ecologicamente sostenibile. Essi sono la bussola legale, politica, morale per fronteggiare la grande crisi planetaria che sta colpendo centinaia di milioni di persone e minaccia la sopravvivenza dell’intera umanità.
Sui diritti umani non si possono fare sconti a nessuno. C’è una responsabilità per tutti. Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire realizzare la Città inclusiva, in una Europa e in un mondo inclusivi; vuol dire democratizzare e rafforzare le legittime istituzioni sopranazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, sviluppando la democrazia e una governabilità globale che, in base al principio di sussidiarietà, valorizzi in maniera crescente la partecipazione diffusa dei cittadini, delle loro organizzazioni sociali e sindacali e degli Enti di governo locale e regionale.
Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire impegnarsi a costruire la pace laddove le guerre e il terrorismo uccidono ma anche dove sono la miseria, lo sfruttamento e l’ingiustizia a distruggere la vita e la dignità umana. Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire sfidare l’idea che alcuni diritti possano essere separati dagli altri, che i diritti politici e civili possano essere separati dal diritto al cibo, all’acqua, ad un lavoro dignitoso, a vivere in un ambiente sano o al riconoscimento delle diversità; vuol dire respingere l’idea che i diritti di alcune persone o popoli possano essere sacrificati in nome della sicurezza, dello sviluppo o degli interessi dei più ricchi, dei più forti o dei più aggressivi.
Dobbiamo agire insieme. Qualunque sia il centro del tuo impegno sociale, se ti occupi di persone anziane, bambini, giovani, persone con disabilità, lavoratori, disoccupati o precari, immigrati, migranti, rifugiati, emarginati, minoranze o se ti occupi di povertà, salute, guerre, educazione, pace, disarmo, informazione, acqua, lavoro dignitoso, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, discriminazioni, ambiente, beni comuni, nonviolenza, legalità, partecipazione, democrazia: insieme possiamo “fare la differenza” per impedire nuove intollerabili tragedie umane e costruire nuovi mondi dove ci sia più giustizia e pace per tutti. Insieme dobbiamo definire e attuare l’Agenda politica dei diritti umani. Insieme, domenica 7 ottobre, da Perugia ad Assisi, facciamo pace promuovendo insieme “tutti i diritti umani per tutti”. Vieni anche tu.
Tavola della pace, Assisi, 7 luglio 2007
Eppure, ancora oggi, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni di persone sono costrette a sopravvivere e spesso a morire senza conoscere il sapore della pace, della libertà, della giustizia e della democrazia. E’ intollerabile!
Domenica 7 ottobre 2007
Marcia Perugia-Assisi
per la pace e la giustizia promuoviamo insieme
“tutti i diritti umani per tutti”
Marcia Perugia-Assisi
per la pace e la giustizia promuoviamo insieme
“tutti i diritti umani per tutti”
APPELLO
“La riduzione del fatto “guerra” va accompagnata con la capacità di costruire la pace, di dare un sale ad essa, di riferirla ad un nuovo uomo, e nuova società, e nuova realtà”.
Aldo Capitini
Il mondo ha bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sui diritti umani. Appelli, allarmi, rapporti e proposte continuano ad essere deliberatamente ignorati da coloro che hanno il dovere e la possibilità d’intervenire. Più passa il tempo più i problemi si aggravano e le soluzioni che ieri sembravano a portata di mano oggi diventano più difficili. Sempre più spesso la politica interviene quando l’emergenza è esplosa, rivelando così la sua crescente incapacità di prevenire e risolvere i problemi. Il risultato è che il mondo diventa sempre più fragile, violento, ingiusto e insicuro. Crescono le sofferenze delle persone, le disuguaglianze, le ingiustizie, lo sfruttamento, l’esclusione, l’illegalità, le violazioni dei diritti umani, l’intolleranza, il razzismo, l’impoverimento, la disoccupazione, la precarietà e la violazione dei fondamentali diritti del lavoro, la devastazione ambientale e la distruzione delle risorse naturali, la mercificazione dei beni comuni universali, il ricorso alla violenza, alla guerra e alla giustizia “fai-da-te”, i traffici di ogni tipo di arma. Per questo si diffondono tra le persone, anche nel nostro paese, preoccupazione e insicurezza, risentimenti, nazionalismi e conflitti e, allo stesso tempo, si aggrava l’indifferenza e l’egoismo.
Eppure la storia non è fatale. Per quanto la situazione dell’umanità sia grave e complicata, c’è sempre la possibilità di trovare un’alternativa. Guardiamo ai segni dei tempi, ci accorgeremo che le alternative esistono e che le esperienze positive non mancano. Quello che manca, e che dobbiamo invece rivendicare con forza, è una politica genuinamente nuova che si impegni a salvare dalla morte certa coloro che sono ancora privati dei fondamentali diritti; una politica che metta al bando la guerra e riconosca la pace come diritto fondamentale della persona e dei popoli; una politica impegnata a costruire la pace tra i popoli e tra le persone, tra gli stati e dentro gli stati; una politica tesa a difendere e attuare, secondo principi di giustizia fatti propri dal diritto internazionale dei diritti umani, il bene comune universale e a costruire un ordine internazionale pacifico e democratico; una politica impegnata a riconoscere, garantire e promuovere i diritti umani, la solidarietà e la responsabilità di tutti.
In presenza di un pericolo maggiore occorre mobilitare maggiori energie. Quanto più si aggrava la crisi della politica, tanto più è necessario sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise. Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre diffondere una nuova cultura politica nonviolenta basata sul rispetto della “dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali ed inalienabili”. Per questo, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, invitiamo tutti a riflettere sulle proprie responsabilità e a camminare insieme sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento. Partecipiamo insieme alla Marcia Perugia-Assisi che si svolgerà domenica 7 ottobre 2007 per chiedere pace e promuovere “tutti i diritti umani per tutti”.
I diritti umani non sono soltanto valori altissimi, essi sono il nome giuridico dei bisogni vitali delle persone e si propongono come obiettivi concreti della politica da perseguire a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale, europeo e internazionale, dalle nostre città fino all’Onu. I diritti umani costituiscono il nucleo centrale della legalità in un mondo alla ricerca affannosa di governabilità umanamente ed ecologicamente sostenibile. Essi sono la bussola legale, politica, morale per fronteggiare la grande crisi planetaria che sta colpendo centinaia di milioni di persone e minaccia la sopravvivenza dell’intera umanità.
Sui diritti umani non si possono fare sconti a nessuno. C’è una responsabilità per tutti. Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire realizzare la Città inclusiva, in una Europa e in un mondo inclusivi; vuol dire democratizzare e rafforzare le legittime istituzioni sopranazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, sviluppando la democrazia e una governabilità globale che, in base al principio di sussidiarietà, valorizzi in maniera crescente la partecipazione diffusa dei cittadini, delle loro organizzazioni sociali e sindacali e degli Enti di governo locale e regionale.
Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire impegnarsi a costruire la pace laddove le guerre e il terrorismo uccidono ma anche dove sono la miseria, lo sfruttamento e l’ingiustizia a distruggere la vita e la dignità umana. Promuovere “tutti i diritti umani per tutti” vuol dire sfidare l’idea che alcuni diritti possano essere separati dagli altri, che i diritti politici e civili possano essere separati dal diritto al cibo, all’acqua, ad un lavoro dignitoso, a vivere in un ambiente sano o al riconoscimento delle diversità; vuol dire respingere l’idea che i diritti di alcune persone o popoli possano essere sacrificati in nome della sicurezza, dello sviluppo o degli interessi dei più ricchi, dei più forti o dei più aggressivi.
Dobbiamo agire insieme. Qualunque sia il centro del tuo impegno sociale, se ti occupi di persone anziane, bambini, giovani, persone con disabilità, lavoratori, disoccupati o precari, immigrati, migranti, rifugiati, emarginati, minoranze o se ti occupi di povertà, salute, guerre, educazione, pace, disarmo, informazione, acqua, lavoro dignitoso, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, discriminazioni, ambiente, beni comuni, nonviolenza, legalità, partecipazione, democrazia: insieme possiamo “fare la differenza” per impedire nuove intollerabili tragedie umane e costruire nuovi mondi dove ci sia più giustizia e pace per tutti. Insieme dobbiamo definire e attuare l’Agenda politica dei diritti umani. Insieme, domenica 7 ottobre, da Perugia ad Assisi, facciamo pace promuovendo insieme “tutti i diritti umani per tutti”. Vieni anche tu.
Tavola della pace, Assisi, 7 luglio 2007
sabato 29 settembre 2007
Contributi e finanziamenti per le case eco-compatibili
Da oggi i cittadini cernuschesi che vogliono adottare per le loro abitazioni criteri di eco sostenibilità possono accedere ai contributi agevolati promossi dalla Provincia di Milano e ai finanziamenti a tasso zero di alcune banche di Credito Cooperativo, tra le quali anche quella di Cernusco.
Questo grazie a una delibera che la giunta comunale ha adottato di recente e che impegna l’amministrazione a riformulare, entro dieci mesi, il Regolamento Edilizio così da allinearlo ai migliori standard di eco sostenibilità oggi esistenti.
Da oggi, dunque, chiunque volesse effettuare lavori di isolamento a tetti o pareti, installare doppi vetri, sostituire le vecchie caldaie, installare pannelli solari per la produzione di acqua calda, realizzare impianti fotovoltaici o anche sostituire il vecchio frigorifero e congelatore potrà usufruire di detrazioni, sconti e incentivi.
«E’ un provvedimento importante che permette ai cittadini di adottare per le loro abitazioni criteri di eco sostenibilità senza pagare cifre esorbitanti – ha dichiarato l’assessore alla Gestione del territorio Giordano Marchetti. – L’efficienza energetica era uno dei punti cardini del nostro programma elettorale ed è stato uno dei primi fronti sul quale ci siamo impegnati. Siamo soddisfatti di questo risultato che permetterà ai cernuschesi di accedere ad agevolazioni economiche».
I cittadini interessati possono ottenere informazioni su finanziamenti e prestiti telefonando a:
Questo grazie a una delibera che la giunta comunale ha adottato di recente e che impegna l’amministrazione a riformulare, entro dieci mesi, il Regolamento Edilizio così da allinearlo ai migliori standard di eco sostenibilità oggi esistenti.
Da oggi, dunque, chiunque volesse effettuare lavori di isolamento a tetti o pareti, installare doppi vetri, sostituire le vecchie caldaie, installare pannelli solari per la produzione di acqua calda, realizzare impianti fotovoltaici o anche sostituire il vecchio frigorifero e congelatore potrà usufruire di detrazioni, sconti e incentivi.
«E’ un provvedimento importante che permette ai cittadini di adottare per le loro abitazioni criteri di eco sostenibilità senza pagare cifre esorbitanti – ha dichiarato l’assessore alla Gestione del territorio Giordano Marchetti. – L’efficienza energetica era uno dei punti cardini del nostro programma elettorale ed è stato uno dei primi fronti sul quale ci siamo impegnati. Siamo soddisfatti di questo risultato che permetterà ai cernuschesi di accedere ad agevolazioni economiche».
I cittadini interessati possono ottenere informazioni su finanziamenti e prestiti telefonando a:
- Spazio Infoenergia di Melzo, tel.02.9571.1259 (da martedì a venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00);
- Spazio Infoenergia di Carugate, tel. 02.3206.24463 (il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9.00 alle 13.00);
- Provincia all’Unità centrale di coordinamento degli Spazi Infoenergia, tel. 02.7740.3535.
venerdì 28 settembre 2007
Negozi storici e rispetto delle tradizioni
di Eugenio Comincini
Questa mattina ho scoperto che la pasticceria Perego ha chiuso i battenti.
I fratelli che per tanti anni hanno gestito questa attività hanno deciso di andare in pensione; il loro negozio non era soltanto un posto dove poter comprare dolci di buona qualità ma anche un punto di riferimento per tanti cernuschesi. Una tradizione consolidata negli anni e un posto dove sentirsi a casa, dove sentirsi parte di una comunità. Perché, la storia di una città, di un territorio, non è soltanto storia politica, amministrativa, ma anche e soprattutto storia delle persone che fanno un mestiere in quel territorio e che , tutti i giorni, aprono le porte delle loro botteghe, dei loro negozi, offrendo quello che è l’essenza di ogni comunità: l’incontrarsi, nel fluire degli avvenimenti esterni che spesso ci lascia sbalorditi, in un luogo conosciuto, familiare.
Un’abitudine piacevole, un sentirsi parte di un tutto a misura di uomo. Ecco, tutto questo era la pasticceria Perego, così come lo sono state altre attività che negli ultimi anni sono andate scomparendo. Da qui la mia malinconia di oggi causata non soltanto dalla chiusura di questa attività ma anche e soprattutto dalla constatazione che questi cambiamenti stanno trasformando il territorio, la vita delle persone, le loro abitudini e i loro rapporti.
I centri commerciali che nascono sempre più frequentemente alle porte della città soddisfano le nuove esigenze di una vita sempre più frenetica, ma allo stesso tempo rischiano di anestetizzare il tessuto sociale cittadino se i negozi storici non continuano a svolgere la loro funzione di attrattiva per i cittadini che vivono la piazza come punto di ritrovo e di aggregazione.
Per questo mi sono da subito impegnato, perché eventi di tipo culturale, enogastronomico, sociale, animino le piazze e il centro cittadino, in modo da attirare visitatori da fuori città e favorire il commercio locale.
Questa mattina ho scoperto che la pasticceria Perego ha chiuso i battenti.
I fratelli che per tanti anni hanno gestito questa attività hanno deciso di andare in pensione; il loro negozio non era soltanto un posto dove poter comprare dolci di buona qualità ma anche un punto di riferimento per tanti cernuschesi. Una tradizione consolidata negli anni e un posto dove sentirsi a casa, dove sentirsi parte di una comunità. Perché, la storia di una città, di un territorio, non è soltanto storia politica, amministrativa, ma anche e soprattutto storia delle persone che fanno un mestiere in quel territorio e che , tutti i giorni, aprono le porte delle loro botteghe, dei loro negozi, offrendo quello che è l’essenza di ogni comunità: l’incontrarsi, nel fluire degli avvenimenti esterni che spesso ci lascia sbalorditi, in un luogo conosciuto, familiare.
Un’abitudine piacevole, un sentirsi parte di un tutto a misura di uomo. Ecco, tutto questo era la pasticceria Perego, così come lo sono state altre attività che negli ultimi anni sono andate scomparendo. Da qui la mia malinconia di oggi causata non soltanto dalla chiusura di questa attività ma anche e soprattutto dalla constatazione che questi cambiamenti stanno trasformando il territorio, la vita delle persone, le loro abitudini e i loro rapporti.
I centri commerciali che nascono sempre più frequentemente alle porte della città soddisfano le nuove esigenze di una vita sempre più frenetica, ma allo stesso tempo rischiano di anestetizzare il tessuto sociale cittadino se i negozi storici non continuano a svolgere la loro funzione di attrattiva per i cittadini che vivono la piazza come punto di ritrovo e di aggregazione.
Per questo mi sono da subito impegnato, perché eventi di tipo culturale, enogastronomico, sociale, animino le piazze e il centro cittadino, in modo da attirare visitatori da fuori città e favorire il commercio locale.
venerdì 21 settembre 2007
Consiglio Comunale del 17 settembre 2007
Il consiglio comunale del 17 settembre ha visto il compiersi della promessa del sindaco Comincini di riorganizzare i lavori delle commissioni consiliari e di approvare gli indirizzi per la nomina dei rappresentanti presso le aziende partecipate.
All'inizio della serata però è stato dato spazio alle interrogazioni al sindaco. Frigerio (Forza Italia) ha ripreso parte della petizione pubblicata su www.atmgratis.tk a riguardo delle tariffe della metropolitana chiedendo al sindaco quanto si stesse facendo rispetto agli ultimi aumenti. Comincini ha riferito rispetto agli incontri avuti con gli altri sindaci della zona (di destra e sinistra) e alle lettere inviate (ma ignorate) al sindaco di Milano Moratti. Le altre interrogazioni di Cassamagnaghi e Angrisano vertevano intorno al canone sociale di alcuni appartamenti della residenza Alari e alla situazione di degrado (ereditata dalla scorsa gestione) del Centro Sportivo.
Momento di grande interesse e unanimità di consensi è stata la presentazione della proposta definitiva del piano di recupero della cascina Torriana (via Adua) ad opera della società Cave Merlini. Dove ora si trova la struttura pericolante della cascina sorgeranno una quarantina di appartamenti, un ristorante e un piccolo alberghetto. La ristrutturazione, concordata con la Sovraintendenza dei Beni Culturali, prevede il recupero di tutte le parti architettoniche di interesse (alcune risalgono a metà del XVI secolo) e della piccola chiesetta presente nella struttura. L'operatore costruirà anche una pista ciclabile che unirà la cava dei pescatori, via Adua e il parco Increa di Brugherio.
Un'altra importante decisione si riferisce alla gestione associata delle funzioni catastali a un consorzio di comuni guidati da Pioltello.
Rispetto alle linee guida per l'assegnazione dei rappresentanti del comune presso enti e partecipate (punto stralciato dai consigli comunali pre-estivi) si è posto l'accento sul fatto che le persone segnalate devono avere dimostrate competenze e avranno un rapporto fiduciario con il sindaco.
Determinate poi le commissioni permanenti che passano da 3 a 4 e vedranno così impegnati i consiglieri di VIVERE Cernusco:
- Bilancio e affari istituzionali: Donato Scotti;
- Politiche sociali e terzo settore: Erica Spinelli;
- Educazione e cultura: Daniele Fedeli;
- Territorio: Fabio Colombo.
L'ultimo punto affrontato dal consiglio è stata la proposta avanzata da tutti i consiglieri di maggioranza di richiedere un referendum per abrogare la legge regionale che impone la privatizzazione dell'acqua. Relatrice in aula è stata Erica Spinelli di cui abbiamo riportato nei giorni scorsi l'intervento.
Le mozioni sul federalismo fiscale (presentata dalla lega nord) e di appoggio l presidente provinciale Penati sul tema della sicurezza (presentata come provocazione da tutta l'opposizione) sono state rinviate per l'ora tarda.
All'inizio della serata però è stato dato spazio alle interrogazioni al sindaco. Frigerio (Forza Italia) ha ripreso parte della petizione pubblicata su www.atmgratis.tk a riguardo delle tariffe della metropolitana chiedendo al sindaco quanto si stesse facendo rispetto agli ultimi aumenti. Comincini ha riferito rispetto agli incontri avuti con gli altri sindaci della zona (di destra e sinistra) e alle lettere inviate (ma ignorate) al sindaco di Milano Moratti. Le altre interrogazioni di Cassamagnaghi e Angrisano vertevano intorno al canone sociale di alcuni appartamenti della residenza Alari e alla situazione di degrado (ereditata dalla scorsa gestione) del Centro Sportivo.
Momento di grande interesse e unanimità di consensi è stata la presentazione della proposta definitiva del piano di recupero della cascina Torriana (via Adua) ad opera della società Cave Merlini. Dove ora si trova la struttura pericolante della cascina sorgeranno una quarantina di appartamenti, un ristorante e un piccolo alberghetto. La ristrutturazione, concordata con la Sovraintendenza dei Beni Culturali, prevede il recupero di tutte le parti architettoniche di interesse (alcune risalgono a metà del XVI secolo) e della piccola chiesetta presente nella struttura. L'operatore costruirà anche una pista ciclabile che unirà la cava dei pescatori, via Adua e il parco Increa di Brugherio.
Un'altra importante decisione si riferisce alla gestione associata delle funzioni catastali a un consorzio di comuni guidati da Pioltello.
Rispetto alle linee guida per l'assegnazione dei rappresentanti del comune presso enti e partecipate (punto stralciato dai consigli comunali pre-estivi) si è posto l'accento sul fatto che le persone segnalate devono avere dimostrate competenze e avranno un rapporto fiduciario con il sindaco.
Determinate poi le commissioni permanenti che passano da 3 a 4 e vedranno così impegnati i consiglieri di VIVERE Cernusco:
- Bilancio e affari istituzionali: Donato Scotti;
- Politiche sociali e terzo settore: Erica Spinelli;
- Educazione e cultura: Daniele Fedeli;
- Territorio: Fabio Colombo.
L'ultimo punto affrontato dal consiglio è stata la proposta avanzata da tutti i consiglieri di maggioranza di richiedere un referendum per abrogare la legge regionale che impone la privatizzazione dell'acqua. Relatrice in aula è stata Erica Spinelli di cui abbiamo riportato nei giorni scorsi l'intervento.
Le mozioni sul federalismo fiscale (presentata dalla lega nord) e di appoggio l presidente provinciale Penati sul tema della sicurezza (presentata come provocazione da tutta l'opposizione) sono state rinviate per l'ora tarda.
giovedì 20 settembre 2007
Acqua bene comune
Durante il Consiglio Comunale di lunedì 17 settembre è stata presentata e approvata una mozione promossa da tutti i consiglieri di maggioranza che avanza la richiesta di un referendum abrogativo per la cancellazione della legge regionale che obbliga i comuni a privatizzare la distribuzione dell'acqua. Se 50 comuni della Regione Lombardia approveranno la delibera si andrà a votare se privatizzare o meno un bene comune come l'acqua. In sede di Consiglio Erica Spinelli ha presentato la richiesta. Ecco il suo intervento:
Vorrei presentare all’attenzione dell’intero consiglio comunale, a nome dei consiglieri appartenenti alla maggioranza, una proposta di delibera in merito alla nostra richiesta di abrogare parzialmente la legge regionale n° 26 del 12/12/2003 (disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come modificata dalla legge regionale n° 18 dell’8/8/2006 (Conferimento di funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale), relativamente alle disposizioni che non permettono la gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato, consentendo invece la partecipazione privata nelle società titolari della proprietà di reti ed infrastrutture, attraverso la messa a gara obbligata del servizio di erogazione. (Per la Regione Lombardia esiste una sola deroga: quella di Milano città, la cui acqua sarà gestita ed erogata sempre dallo stesso gestore, una società interamente controllata dal Comune).
Questo annulla la giusta autonomia locale, in contrasto con il principio della normativa nazionale (Legge Galli, L. 36 del 5/1/’94 (disposizioni in materia di risorse idriche), che esordisce: “tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà”.
Le disposizioni della legge regionale nell’imporre a comuni e province la separazione della rete dalla gestione del servizio con l’obbligo di affidare quest’ultimo mediante procedure ad evidenza pubblica, risultano lesive dell’autonomia di detti enti, garantita dalla nostra costituzione (art. 114, 117, 118).
La scelta di un’unica modalità di affidamento del servizio eccede le competenze regionali, finendo per incidere sulla competenza esclusiva statale in materia di funzioni fondamentali di Comuni, Province e città metropolitane. Il Consiglio dei Ministri ha sollevato il dubbio di Costituzionalità, ma in attesa della decisione della corte costituzionale i sindaci dovranno comunque indire le gare per la privatizzazione.
Cologno Monzese, con la Delibera del Consiglio Comunale di luglio depositata al consiglio regionale lombardo, si è fatto capofila della raccolta delle delibere di almeno 50 comuni lombardi, necessari per l’indizione del referendum. La campagna non ha connotazioni politiche in senso stretto e mira a coinvolgere tutti i Comuni lombardi nella difesa dell’acqua pubblica. È quindi una campagna etica, per l’interesse di tutti, per la tutela dei beni comuni.
Ecco il testo della delibera.
Vorrei presentare all’attenzione dell’intero consiglio comunale, a nome dei consiglieri appartenenti alla maggioranza, una proposta di delibera in merito alla nostra richiesta di abrogare parzialmente la legge regionale n° 26 del 12/12/2003 (disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come modificata dalla legge regionale n° 18 dell’8/8/2006 (Conferimento di funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale), relativamente alle disposizioni che non permettono la gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato, consentendo invece la partecipazione privata nelle società titolari della proprietà di reti ed infrastrutture, attraverso la messa a gara obbligata del servizio di erogazione. (Per la Regione Lombardia esiste una sola deroga: quella di Milano città, la cui acqua sarà gestita ed erogata sempre dallo stesso gestore, una società interamente controllata dal Comune).
Questo annulla la giusta autonomia locale, in contrasto con il principio della normativa nazionale (Legge Galli, L. 36 del 5/1/’94 (disposizioni in materia di risorse idriche), che esordisce: “tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà”.
Le disposizioni della legge regionale nell’imporre a comuni e province la separazione della rete dalla gestione del servizio con l’obbligo di affidare quest’ultimo mediante procedure ad evidenza pubblica, risultano lesive dell’autonomia di detti enti, garantita dalla nostra costituzione (art. 114, 117, 118).
La scelta di un’unica modalità di affidamento del servizio eccede le competenze regionali, finendo per incidere sulla competenza esclusiva statale in materia di funzioni fondamentali di Comuni, Province e città metropolitane. Il Consiglio dei Ministri ha sollevato il dubbio di Costituzionalità, ma in attesa della decisione della corte costituzionale i sindaci dovranno comunque indire le gare per la privatizzazione.
Cologno Monzese, con la Delibera del Consiglio Comunale di luglio depositata al consiglio regionale lombardo, si è fatto capofila della raccolta delle delibere di almeno 50 comuni lombardi, necessari per l’indizione del referendum. La campagna non ha connotazioni politiche in senso stretto e mira a coinvolgere tutti i Comuni lombardi nella difesa dell’acqua pubblica. È quindi una campagna etica, per l’interesse di tutti, per la tutela dei beni comuni.
Ecco il testo della delibera.
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