Rispondo all’intervento di Daniele Cassamagnaghi e Giorgio Mandelli dal titolo “I senza vergogna” relativo all’inaugurazione di Piazza Ronco nel quale mi pongono 10 domande. In questo periodo va di moda porre provocatoriamente 10 domande, ma non tutti accettano di affrontarle: io non mi tiro indietro, per consentire ai cittadini di avere tutti gli elementi necessari per riflettere.
Per praticità di lettura riporto il testo delle domande che mi sono state rivolte.
1. Ci dica Sindaco, di getto: era o non era un buon progetto la ristrutturazione del comparto di Ronco? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Domanda furbetta: gli interventi per meglio qualificare Ronco erano certamente necessari. Assolutamente discutibili invece le modalità di intervento. Intanto diciamo che il Piano Regolatore qualche errore e qualche lacuna l’ha certamente presentata, diversamente non sarebbe stato necessario intervenire. In secondo luogo, per sistemare la piazza e realizzare il parcheggio non era necessario regalare a Ronco un’ulteriore colata di cemento. Perché è proprio questo che avete fatto: per poter dire che si riqualificava Piazza Ronco e si realizzava un nuovo parcheggio avete consentito all’operatore immobiliare di realizzare ulteriori 8.000 metri cubi di edilizia (pari a circa 35 nuovi appartamenti).
2. Quale alternativa proponevate al nostro progetto e quale e’ stata, in merito, la vostra posizione in Consiglio Comunale? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
L’alternativa c’era: si dovevano finanziare la nuova Piazza ed il parcheggio con mezzi di bilancio comunale. Non era necessario incrementare il cemento da 10.130 metri cubi a 18.200 metri cubi! Questa è stata, allora, la nostra posizione in Consiglio comunale. Per pagare le opere realizzate bastavano circa 300.000 euro: gli avanzi di amministrazione dei vostri bilanci testimoniano che si sarebbe potuto agire in questo modo senza costruire altre case.
3. Come mai l’ opera non e’ ancora stata realizzata completamente e mancano, a ben due anni e mezzo dall’ inizio, sia gli arredi che la ristrutturazione del parco Taverna? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Perché il parco è attualmente utilizzato come area di cantiere per realizzare le case che voi avete consentito di costruire. Alternative per lo spazio cantiere nel parco erano la piazza, il parcheggio, o la strada provinciale. Peraltro il parco è ancora di proprietà dell’operatore perché, grazie a voi, non si è proceduto alla voltura della proprietà contestualmente alla firma della convenzione. Così solo a cantiere ultimato potremo far eseguire le opere di sistemazione del parco e renderlo disponibile alla comunità. Nessun ritardo quindi, ma disattenzione (o scelta?) vostra nell’elaborare la convenzione.
4. Come pensavate di impedire l’ edificabilita’ del parco Taverna (edificabile da PRG vigente) senza utilizzare lo strumento del PII da voi pesantemente contestato? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Per scongiurare l’edificabilità del parco Taverna (3.123 metri cubi previsti dal Piano Regolatore, circa 12 nuovi appartamenti) c’erano altre strade: fu proprio il sottoscritto che per primo, in una commissione urbanistica del 2003, propose all’allora Assessore all’Urbanistica Paolo Frigerio di valutare la possibilità di salvare il parco Taverna trasferendo i diritti edificatori dell’operatore immobiliare su uno degli altri ambiti dove lo stesso operatore stava già lavorando o sarebbe andato a breve ad operare. Frigerio disse allora che tutto si poteva fare e che prendeva atto che la proposta arrivava dall’opposizione. Poi si fecero scelte diverse: per non far costruire 3.123 metri cubi nel parco… se ne sono fatti edificare 8.000!
5. Come mai quel “cementificatore” di Cassamagnaghi ha trovato la soluzione salvando il parco Taverna e Voi “paladini del verde” avete gia’ cementificato il parco Buonarroti (centro disabili) e avete in piano la cementificazione del parco dei Germani (scuola)? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Il parco Buonarroti non è stato cementificato: la realizzazione, dopo 25 anni, di uno spazio adeguato per il Centro Diurno Disabili – che non è stato ghettizzato in periferia ma mantenuto in centro – ha comportato anche un’altra scelta: lo spostamento del monumento ai martiri di Marzabotto (che a breve, dopo il restauro, sarà ricollocato nella rotonda Verdi-Cavour-Mazzini) e il recupero a parco dell’area occupata dal monumento. Se un pezzo di verde è stato occupato, un altro lo abbiamo reso fruibile. La scuola non è affatto prevista nel parco dei Germani: non so dove abbiate ricavato tale falsa informazione. Centro Diurno Disabili e scuola sono comunque servizi per la città e non affari immobiliari. Sono sicuro che i cittadini abbiano colto la differenza.
6. Come mai l’ex Sindaco Cassamagnaghi ed il suo Assessore all’ Urbanistica, che con impegno hanno fatto approvare questo progetto (due assemblee aperte, incontri vari con gli operatori, , iter di approvazione vari, consiglio comunale..), come mai, dunque, da nessuno, diconsi nessuno, Essi sono stati formalmente (lettera di invito) invitati all’ inaugurazione? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Il Consigliere Cassamagnaghi ha ricevuto l’invito per l’inaugurazione come tutti i Consiglieri comunali in carica. Infatti era presente alla cerimonia. Mandelli non era l’Assessore all’Urbanistica al momento dell’adozione e approvazione del progetto su Ronco: la delega, dopo l’ennesimo rimpasto di Giunta, se l’era tenuta Cassamagnaghi e Mandelli restò fuori dalla Giunta. Ma con tutte le piroette fatte forse non vi ricordate più chi faceva che cosa… Ad ogni modo mi sono anche informato se per caso, mentre amministravate e inauguravate opere, avevate invitato all’inaugurazione – per esempio – della Casa delle Arti o dei Giardini all’Italiana il Sindaco che aveva avviato quei progetti: Paolo Frigerio. Nemmeno per sogno! A chi volete fare la morale?
7. Come mai questa amministrazione sforna, sia pure in ritardo ma con costanza, progetti della passata amministrazione prendendosene completamente il merito, quando ne’ idee ne’ finanziamenti vengono dal proprio impegno politico ma da quello di altri? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Questa amministrazione sta finanziando, con risorse che prima non c’erano, alcuni progetti che anche la passata amministrazione aveva in animo di realizzare (vedi rifacimento dell’asse Dante-Vespucci) e sta modificando le convenzioni urbanistiche approvate in precedenza per poter rendere eseguibili opere che altrimenti sarebbero restate sulla carta. L’impegno politico è notevole, perché se le cose fossero state fatte bene a suo tempo la città avrebbe avuto risposte in tempi più rapidi (vedi rotonde sulla Padana o cimitero).
8. Perche’ gli scambi di area di Cassamagnaghi erano una “vulgare” porcata e gli scambi di area (Villa Alari) vostri NON sono una “vulgare” maialata? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Perché le dimensioni fanno la differenza: 118.000 metri cubi legati solo ai Programmi Integrati di Intervento (aggiuntivi al PRG) realizzati in 5 anni di Amministrazione Cassamagnaghi sono ben di più di 6.000 metri cubi impegnati per le ali di Villa Alari. Anche i bambini sanno fare il confronto. Inoltre le motivazioni: l’operazione sulle ali della Villa Alari è stato necessario eseguirla per consentire di unificare la Villa, eliminare un condominio nella corte d’onore, impedire che il parco retrostante venisse usato come passaggio dagli inquilini delle case che si stanno realizzando per vostra scelta.
9. Come mai quanto non era stato ancora progettato esecutivamente dalla passata amministrazione – Villa Alari, Filanda, Albergo, Scuola, Garzanti...vive ancora nelle nebbie giuntaiole ed e’ ben lontano dall’ essere approvato e realizzato? Mancano idee? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Su Villa Alari una decisione è stata presa: Facoltà di Scienze Motorie; spetta all’Università Statale darci un responso definitivo. Filanda: si è deciso di ospitare spazi e servizi per anziani e famiglie; nei prossimi mesi partirà la progettazione e la struttura sarà consegnata alla città nel 2011. Albergo Melghera: alla proprietà sono state paventate alcune ipotesi solutive, purtroppo respinte. Scuola: con il PGT, che sarà adottato tra fine 2009 e inizio 2010, si propone un ventaglio di soluzioni. Garzanti: ribadiamo la destinazione a terziario-produttivo-commerciale prevista dal PRG vigente.
10. Dice il direttivo del PD (cernuscoinsieme): “le gru ci sono oggi ed e’ facile pensare.. che il responsabile sia chi governa oggi...dei cantieri aperti nessuno e’ attribuibile alla giunta Cominini”. Come mai quando le stesse cose le diceva Cassamagnaghi (che ha subito il PRG vigente fatto da altri) era comunque un perverso cementificatore? Ci siete o ci fate? (chiedono Cassagnaghi e Mandelli)
Cassamagnaghi e Mandelli hanno fatto parte attiva (Assessori) dell’Amministrazione che nel 2000 adottò il Piano Regolatore, approvato nel 2002. Cassamagnaghi ha avuto 5 anni di tempo per proporre varianti al Piano Regolatore e alle sue norme tecniche, ma non l’ha fatto. Se non gli piacevano più i contenuti del Piano Regolatore che aveva sostenuto aveva potere per intervenire. Ora che l’Amministrazione è guidata dal sottoscritto abbiamo in breve avviato l’iter per il nuovo Piano di Governo del Territorio, che darà un’impronta diversa all’urbanistica della città, pur dovendo fare i conti con una pesante eredità. Noi stiamo agendo, voi avete subìto uno strumento che – ora a parole – dite di non aver gradito, ma che avete sostenuto. Ad ogni modo, buona parte delle gru che ci sono oggi e ci saranno domani non sono solo il frutto del Piano Regolatore, ma anche dei Programmi Integrati di Intervento che avete approvato voi (Lanar, Alberti, Ronco, Alari).
Da ultimo: la piazza Ronco inaugurata non fa riferimento al vostro progetto, ma a quanto abbiamo modificato d’intesa con gli abitanti e l’operatore. Anche a noi piace. Ci sarebbe piaciuto di più consegnarla senza troppe gru intorno.
Concludo facendo riferimento alla mia frase che sembra aver offeso Cassamagnaghi e Mandelli: «L’inaugurazione della pazza testimonia l’attenzione dell’Amministrazione comunale per questo storico e importante centro rurale». La ribadisco sottolineando questo aspetto: è l’Amministrazione comunale l’istituzione che si preoccupa dei cittadini, non Comincini o Cassamagnaghi o chi per loro che, pro tempore, svolgono le funzioni di guida. La politica e l’attività amministrativa non devono essere basate sull'accampare “meriti” ma sul “servizio”. A titolo personale quando arriverà il momento di lasciare la guida della città me ne andrò facendo mia la frase del Vangelo di Luca: “Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili” (Lc, 17,10), con la consapevolezza di aver dato il mio contributo per il bene della città, di aver seminato qualcosa e che altri mieteranno.
Sarò più sereno di molti che mi hanno preceduto.
Eugenio Comincini
Sindaco di Cernusco sul Navigli
martedì 29 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
Intervento di Fabio Colombo sulla presa in carico delle persone disabili
La presa in carico in estrema sintesi, ha l’obiettivo di aiutare chi sperimenta la disabilità mediante l’istituzione di un unico ufficio del quale faranno parte un amministrativo, un'assistente sociale, uno psicologo; di fatto si costituirà una porta unica di accesso per le persone disabili e le loro famiglie, anziché dovergli far fare il giro del Comune a seconda che si tratti di un problema di scuola, di sport, di tempo libero, di casa, di barriera architettonica. Cio’ renderà piu’ semplice esercitare i propri diritti, ottenre i supporti o le informazioni necessarie, etc.
E’ il primo caso in Lombardia e pertanto con orgoglio siamo pionieri di questo progetto importante che puo’ dare un gran sollievo a chi vive l’esperienza della disabilità.
Detto questo volevo anzitutto ringraziare l’assessore ed i tecnici per l'analisi e per il lavoro preparatorio, perché è un lavoro fatto molto bene; ci possono essere ancora dei dubbi su come interpretare alcuni dati, ma questi costituiscono la classica ciliegina di una torta già bella sostanziosa e di questo veramente devo dare atto.
Questo ci dimostra una volta di più, quanto seriamente questa Amministrazione e, ci tengo a dirlo, l'Assessore Zecchini, stanno lavorando sulle politiche sociali e lo fanno nella migliore delle modalità a mio avviso, che è quella di partire da dati ed analisi e in piu’ di fare tesoro e fare leva anche su tutti gli attori che sono presenti sul territorio.
Il Comune, per come reputiamo corretto fare politica, non deve ergersi su un trono e legiferare, così, solo perché è un Comune e basta, ma deve confrontarsi, deve anche recepire spunti e contributi dalle capacità, oltre che supportare i bisogni, che il terzo settore ed i cittadini ci possano dare.
Lo dico perché chiunque ha sperimentato un percorso di conoscenza di persone con disabilità, ha potuto verificare che molte cose ci vengono date e donate da queste persone, dai loro famigliari e dalle associazioni.
Una caratteristica che ho potuto riscontrare frequentando realtà che vivono un’esperienza di disabilità, e che vorrei citare perche’ veramente importante è la fedeltà all’impegno e l'impegno che quotidianamente queste famiglie devono profondere vivendo a contatto con questa realtà.Sono persone che ‘non staccano mai’. Non ci sono ferie, non c'è momento di evasione o stacco, se non momentaneo o su base eccezionale, non c'è giorno, non c'è notte, c'è da vivere accanto a questa condizione, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, quindi tanto di cappello all’impegno e alla dedizione cui sono chiamate queste persone.
Sono famiglie, sono persone che vogliono ed hanno bisogno di fatti concreti, non hanno bisogno e non vogliono pietismo. Questa delibera è molto ben fatta ma è solo l’inizio; successivamente ad essa dovranno pertanto seguire fatti concreti.
Da ora in poi servirà proseguire in maniera pragmatica, professionale e anche ricca di umanità.
Sicuramente la presa in carico alza di molto le aspettative della città verso il Comune, in quanto è un progetto necessario ed ambizioso; ma alza anche molto la responsabilità che il Comune stesso ha di fronte alla città perché si espone in maniera palese, in maniera sostanziale su un tema delicatissimo, che è presente, per chi lo sperimenta, ventiquattro ore al giorno per trecentosessantacinque giorni all'anno.
Ci saranno momenti di difficoltà da risolvere, ma sono già certo che, pur non avendo la bacchetta magica, si farà di tutto per gestire al meglio le difficoltà che si incontreranno usando il buon senso, il pragmatismo e la professionalità.
Il Consigliere delegato Vigano’, che ha in carico questa delega, è una gran persona, in primis, ha una profonda esperienza in materia e ha la passione a risolvere o ad alleviare i problemi della disabilità. Non cito a caso entrambi gli aspetti, capacità e lato umano, perché qui non bisogna essere solo bravi professionalmente ma bisogna anche essere persone in grado anche di capire ed interagire umanamente con queste realtà. Pragmatismo, professionalità ed umanità non dovranno essere caratteristiche del solo Vigano’ ma anche di chi opererà su questo progetto.
Ultimo aspetto, e poi chiudo, è riferito alla fascia di età cui viene inizialmente circoscritta la presa in carico (0-18 anni). Cio’ servirà a partire in maniera semplificata e capire ancora meglio di come applicare la presa in carico, se possibile, su una popolazione piu’ estesa.
Sarà altrettanto importante capire se utile anche ad altre fasce di età ed eventualmente applicarla anche a queste. Osservando i dati emersi questa sera si rileva come da una certa età in poi diminuiscano gli interventi a supporto di queste famiglie anche perche’ terminando le scuole è molto piu’ difficile rimanere all’evidenza di chi puo’ supportare la disabilità.
Volevo concludere dicendo che questa sera votiamo una delibera che segna un punto di svolta su questi temi così importanti; mi auspico che sia anche un punto dal quale non torneremo piu’ indietro in modo che, tracciata questa rotta, avremo solo la possibilità di migliorarla.
Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco
E’ il primo caso in Lombardia e pertanto con orgoglio siamo pionieri di questo progetto importante che puo’ dare un gran sollievo a chi vive l’esperienza della disabilità.
Detto questo volevo anzitutto ringraziare l’assessore ed i tecnici per l'analisi e per il lavoro preparatorio, perché è un lavoro fatto molto bene; ci possono essere ancora dei dubbi su come interpretare alcuni dati, ma questi costituiscono la classica ciliegina di una torta già bella sostanziosa e di questo veramente devo dare atto.
Questo ci dimostra una volta di più, quanto seriamente questa Amministrazione e, ci tengo a dirlo, l'Assessore Zecchini, stanno lavorando sulle politiche sociali e lo fanno nella migliore delle modalità a mio avviso, che è quella di partire da dati ed analisi e in piu’ di fare tesoro e fare leva anche su tutti gli attori che sono presenti sul territorio.
Il Comune, per come reputiamo corretto fare politica, non deve ergersi su un trono e legiferare, così, solo perché è un Comune e basta, ma deve confrontarsi, deve anche recepire spunti e contributi dalle capacità, oltre che supportare i bisogni, che il terzo settore ed i cittadini ci possano dare.
Lo dico perché chiunque ha sperimentato un percorso di conoscenza di persone con disabilità, ha potuto verificare che molte cose ci vengono date e donate da queste persone, dai loro famigliari e dalle associazioni.
Una caratteristica che ho potuto riscontrare frequentando realtà che vivono un’esperienza di disabilità, e che vorrei citare perche’ veramente importante è la fedeltà all’impegno e l'impegno che quotidianamente queste famiglie devono profondere vivendo a contatto con questa realtà.Sono persone che ‘non staccano mai’. Non ci sono ferie, non c'è momento di evasione o stacco, se non momentaneo o su base eccezionale, non c'è giorno, non c'è notte, c'è da vivere accanto a questa condizione, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, quindi tanto di cappello all’impegno e alla dedizione cui sono chiamate queste persone.
Sono famiglie, sono persone che vogliono ed hanno bisogno di fatti concreti, non hanno bisogno e non vogliono pietismo. Questa delibera è molto ben fatta ma è solo l’inizio; successivamente ad essa dovranno pertanto seguire fatti concreti.
Da ora in poi servirà proseguire in maniera pragmatica, professionale e anche ricca di umanità.
Sicuramente la presa in carico alza di molto le aspettative della città verso il Comune, in quanto è un progetto necessario ed ambizioso; ma alza anche molto la responsabilità che il Comune stesso ha di fronte alla città perché si espone in maniera palese, in maniera sostanziale su un tema delicatissimo, che è presente, per chi lo sperimenta, ventiquattro ore al giorno per trecentosessantacinque giorni all'anno.
Ci saranno momenti di difficoltà da risolvere, ma sono già certo che, pur non avendo la bacchetta magica, si farà di tutto per gestire al meglio le difficoltà che si incontreranno usando il buon senso, il pragmatismo e la professionalità.
Il Consigliere delegato Vigano’, che ha in carico questa delega, è una gran persona, in primis, ha una profonda esperienza in materia e ha la passione a risolvere o ad alleviare i problemi della disabilità. Non cito a caso entrambi gli aspetti, capacità e lato umano, perché qui non bisogna essere solo bravi professionalmente ma bisogna anche essere persone in grado anche di capire ed interagire umanamente con queste realtà. Pragmatismo, professionalità ed umanità non dovranno essere caratteristiche del solo Vigano’ ma anche di chi opererà su questo progetto.
Ultimo aspetto, e poi chiudo, è riferito alla fascia di età cui viene inizialmente circoscritta la presa in carico (0-18 anni). Cio’ servirà a partire in maniera semplificata e capire ancora meglio di come applicare la presa in carico, se possibile, su una popolazione piu’ estesa.
Sarà altrettanto importante capire se utile anche ad altre fasce di età ed eventualmente applicarla anche a queste. Osservando i dati emersi questa sera si rileva come da una certa età in poi diminuiscano gli interventi a supporto di queste famiglie anche perche’ terminando le scuole è molto piu’ difficile rimanere all’evidenza di chi puo’ supportare la disabilità.
Volevo concludere dicendo che questa sera votiamo una delibera che segna un punto di svolta su questi temi così importanti; mi auspico che sia anche un punto dal quale non torneremo piu’ indietro in modo che, tracciata questa rotta, avremo solo la possibilità di migliorarla.
Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco
giovedì 23 luglio 2009
Intervento di Fabio Colombo sull'acquisizione delle ali di Villa Alari
L’atto di questa sera è doveroso per rendere finalmente appetibile Villa Alari a chi (comune, soggetti privati o enti) la volesse utilizzare per finalità pubbliche o per fare la propria sede (di prestigio aggiungo io). E’ risaputo e logico che un edificio ha senso ed è tanto piu’ appetibile quanto piu’ rimane intatto.
Oggi la villa, rilevata dalla amministrazione Cassamagnaghi nel 2007 come onere a scomputo (cioè in cambio) nell’ambito della grande edificazione di via Cavour, ha un corpo centrale, una cappellina ed una portineria di proprietà del comune; le ali sono di proprietà dell’operatore. Le ali si pongono in mezzo fra il corpo centrale, la cappellina e la portineria che sono pertanto non comunicanti anche se dello stesso proprietario (il comune).
L’area è inoltre gravata da tutta una serie di diritti e servitù di passaggio a favore del privato che ne impediscono l’utilizzo in esclusivo da parte di chi utilizzasse il corpo centrale, la cappellina e la portineria.
Con l’atto di questa sera ci troviamo pertanto a risolvere una lacuna che abbiamo ereditato dalla passata amministrazione.
Badate bene, ormai posso dire di conoscere un po’ (politicamente si intende) il consigliere Cassamagnaghi e lo apprezzo sia come consigliere sia come persona avendo piu’ volte apprezzato, in questi due anni, il suo stile e la sua intelligenza in consiglio comunale; quando penso all’acquisizione di Villa Alari e mi riferisco alla lacuna lasciataci dalla sua amministrazione penso che la villa venne rilevata in questo modo semplicemente perche’ lo stesso Daniele e la sua maggioranza non avevano un progetto sulla Villa.
Hanno acquisito un bene prezioso ma monco, forse abbagliati dalla bellezza e dal valore del corpo centrale, senza pensare che cosi’ diviso non sarebbe stato utilizzabile pienamente da nessuno, non pensando quindi di rilevare tutto il corpo.
Penso alla buona fede di un amministratore (l’allora sindaco Cassamagnaghi) che agendo abbia fatto un errore, forse anche perché non ben consigliato da chi gli stava intorno.
Oggi la bella Villa è li’, bella ma incompiuta, e come già detto non è un corpo unitario ma uno ‘spezzatino’.
La Villa senza ali non può volare, non ha prospettive di sviluppo.
Chi volesse oggi usufruire della villa come sede per la propria azienda o ente, si troverebbe a condividere i passaggi e l’utilizzo del cortile d’onore con chi venisse ad abitare le ali al pian terreno; una volta appurato che questa non è un corpo unico e non può essere utilizzata in esclusiva, ma solo in coabitazione con altri soggetti, abbandonerebbe l’idea.
Di piu’, per via del fatto che le ali sono di proprietà dell’operatore che sta edificando nell’area attigua, queste sono state già temporaneamente demolite, rendendo inutilizzabili gli impianti di luce, gas ed acqua anche nel corpo centrale della Villa perche’ tutt’uno con la parte di impianto presente nelle ali.
Pertanto se anche non si procedesse all’acquisizione delle ali e paradossalmente l’utilizzo della villa restasse in capo del comune, in queste condizioni, sarebbe necessario investire parecchi soldi per rifare tutti gli impianti, senza contare che lo stesso comune condividerebbe l’utilizzo della corte ed altro con soggetti privati (come già detto prima). Il comune sarebbe proprietario della villa ma si troverebbe ad avere privati cittadini a transitare liberamente nella stessa zona….
Non vuol certo dire di ‘essere padroni a casa propria’ come qualche politico ama dire di questi tempi.
In sintesi, e per quanto appena descritto, con la situazione odierna sia l’utilizzo di privati sia l’utilizzo da parte del comune sono da scartare.
Eccoci pertanto a questa sera con l’amministrazione che, per rendere finalmente usufruibile la villa, si trova a stipulare un accordo con l’operatore che, dimostrando apertura e voglia di collaborare, acconsente a cedere il piano inferiore delle ali al comune e a sistemare il ‘ginepraio’ di servitù di passaggio che ne inficiano l’utilizzo esclusivo.
Sono altresì convinto che, raggiunta ormai l’integrità dell’organismo architettonico, anche altre aziende o enti sarebbero interessati ad insediarsi nella Villa stessa.
Non ho capito, oltre alle critiche, quale sia la proposta lanciata dai colleghi della minoranza, dai quali non è pervenuta alcuna idea su come impiegare la Villa ne’, tantomeno, abbiamo trovato atti o indicazioni derivanti dalla amministrazione Cassamagnaghi: non possiamo prendere pertanto in considerazione alcuna alternativa al nostro progetto sulla Villa.
Rilevare tali beni e aggiustare questi diritti è anzitutto costato tanta fatica a chi del comune e dell’operatore si è seduto al tavolo delle trattative ed ha, ovviamente, avuto un prezzo, che avremmo ovviamente evitato di pagare se non ci fossimo trovati nella condizione in cui siamo.
Stiamo parlando di un piccolo insediamento abitativo, di bassa entità in termini di metri cubi ed abitanti (6.000 mc); stiamo parlando di circa 20-25 appartamenti che verrebbero a crearsi su due piccole aree in una zona già urbanizzata a nord della città.
Non stiamo certo ‘cementificando’ lembi di campagna che invece reputiamo fondamentale e prioritario mantenere a parco e a verde agricolo, ne’ stiamo prevedendo la trasformazione del volto della nostra città come invece è accaduto e sta tuttora accadendo con alcuni interventi previsti dal PRG e dai PII.
Chi oggi, dai banchi dell’opposizione grida allo scandalo e alla cementificazione dimentica volutamente le grandi ‘colate’ da loro stessi generate perché previste dal Piano Regolatore (tuttora i cantieri aperti a Cernusco sono figli di questo e continueranno anche nel prossimo futuro) o dai PII che si sono succeduti negli ultimi 15 anni ad opera delle giunte a guida federalista-leghista. Partiamo dal PII dell’Arcofalc fino a giungere ai grandi cantieri aperti in zona Adua Vespucci, a Ronco, al PII Alberti (di fianco al cimitero), a via Cavour, etc..
Qui, scusate, i membri della minoranza gridano allo scandalo, sono alla ricerca di una perduta verginità anti-cementificazione dimenticando cio’ che di molto piu’ vasto hanno consentito di fare fino a ieri quando governavano la città.
Qui, e chiudo, chi oggi siede sui banchi dell’opposizione guarda la pagliuzza nell’occhio dell’amministrazione Comincini, mentre non solo ha una trave ma addirittura una falegnameria intera nei propri occhi.
Ringrazio tutta la giunta ma in special modo il sindaco Comincini, il dirigente Acquati e soprattutto l’assessore Marchetti che hanno condotto la trattativa; allo stesso modo cogliamo positivamente l’apertura del proprietario e lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata a trovare un accordo con l’amministrazione.
Fabio Colombo, Capogruppo di Vivere Cernusco
Oggi la villa, rilevata dalla amministrazione Cassamagnaghi nel 2007 come onere a scomputo (cioè in cambio) nell’ambito della grande edificazione di via Cavour, ha un corpo centrale, una cappellina ed una portineria di proprietà del comune; le ali sono di proprietà dell’operatore. Le ali si pongono in mezzo fra il corpo centrale, la cappellina e la portineria che sono pertanto non comunicanti anche se dello stesso proprietario (il comune).
L’area è inoltre gravata da tutta una serie di diritti e servitù di passaggio a favore del privato che ne impediscono l’utilizzo in esclusivo da parte di chi utilizzasse il corpo centrale, la cappellina e la portineria.
Con l’atto di questa sera ci troviamo pertanto a risolvere una lacuna che abbiamo ereditato dalla passata amministrazione.
Badate bene, ormai posso dire di conoscere un po’ (politicamente si intende) il consigliere Cassamagnaghi e lo apprezzo sia come consigliere sia come persona avendo piu’ volte apprezzato, in questi due anni, il suo stile e la sua intelligenza in consiglio comunale; quando penso all’acquisizione di Villa Alari e mi riferisco alla lacuna lasciataci dalla sua amministrazione penso che la villa venne rilevata in questo modo semplicemente perche’ lo stesso Daniele e la sua maggioranza non avevano un progetto sulla Villa.
Hanno acquisito un bene prezioso ma monco, forse abbagliati dalla bellezza e dal valore del corpo centrale, senza pensare che cosi’ diviso non sarebbe stato utilizzabile pienamente da nessuno, non pensando quindi di rilevare tutto il corpo.
Penso alla buona fede di un amministratore (l’allora sindaco Cassamagnaghi) che agendo abbia fatto un errore, forse anche perché non ben consigliato da chi gli stava intorno.
Oggi la bella Villa è li’, bella ma incompiuta, e come già detto non è un corpo unitario ma uno ‘spezzatino’.
La Villa senza ali non può volare, non ha prospettive di sviluppo.
Chi volesse oggi usufruire della villa come sede per la propria azienda o ente, si troverebbe a condividere i passaggi e l’utilizzo del cortile d’onore con chi venisse ad abitare le ali al pian terreno; una volta appurato che questa non è un corpo unico e non può essere utilizzata in esclusiva, ma solo in coabitazione con altri soggetti, abbandonerebbe l’idea.
Di piu’, per via del fatto che le ali sono di proprietà dell’operatore che sta edificando nell’area attigua, queste sono state già temporaneamente demolite, rendendo inutilizzabili gli impianti di luce, gas ed acqua anche nel corpo centrale della Villa perche’ tutt’uno con la parte di impianto presente nelle ali.
Pertanto se anche non si procedesse all’acquisizione delle ali e paradossalmente l’utilizzo della villa restasse in capo del comune, in queste condizioni, sarebbe necessario investire parecchi soldi per rifare tutti gli impianti, senza contare che lo stesso comune condividerebbe l’utilizzo della corte ed altro con soggetti privati (come già detto prima). Il comune sarebbe proprietario della villa ma si troverebbe ad avere privati cittadini a transitare liberamente nella stessa zona….
Non vuol certo dire di ‘essere padroni a casa propria’ come qualche politico ama dire di questi tempi.
In sintesi, e per quanto appena descritto, con la situazione odierna sia l’utilizzo di privati sia l’utilizzo da parte del comune sono da scartare.
Eccoci pertanto a questa sera con l’amministrazione che, per rendere finalmente usufruibile la villa, si trova a stipulare un accordo con l’operatore che, dimostrando apertura e voglia di collaborare, acconsente a cedere il piano inferiore delle ali al comune e a sistemare il ‘ginepraio’ di servitù di passaggio che ne inficiano l’utilizzo esclusivo.
Sono altresì convinto che, raggiunta ormai l’integrità dell’organismo architettonico, anche altre aziende o enti sarebbero interessati ad insediarsi nella Villa stessa.
Non ho capito, oltre alle critiche, quale sia la proposta lanciata dai colleghi della minoranza, dai quali non è pervenuta alcuna idea su come impiegare la Villa ne’, tantomeno, abbiamo trovato atti o indicazioni derivanti dalla amministrazione Cassamagnaghi: non possiamo prendere pertanto in considerazione alcuna alternativa al nostro progetto sulla Villa.
Rilevare tali beni e aggiustare questi diritti è anzitutto costato tanta fatica a chi del comune e dell’operatore si è seduto al tavolo delle trattative ed ha, ovviamente, avuto un prezzo, che avremmo ovviamente evitato di pagare se non ci fossimo trovati nella condizione in cui siamo.
Stiamo parlando di un piccolo insediamento abitativo, di bassa entità in termini di metri cubi ed abitanti (6.000 mc); stiamo parlando di circa 20-25 appartamenti che verrebbero a crearsi su due piccole aree in una zona già urbanizzata a nord della città.
Non stiamo certo ‘cementificando’ lembi di campagna che invece reputiamo fondamentale e prioritario mantenere a parco e a verde agricolo, ne’ stiamo prevedendo la trasformazione del volto della nostra città come invece è accaduto e sta tuttora accadendo con alcuni interventi previsti dal PRG e dai PII.
Chi oggi, dai banchi dell’opposizione grida allo scandalo e alla cementificazione dimentica volutamente le grandi ‘colate’ da loro stessi generate perché previste dal Piano Regolatore (tuttora i cantieri aperti a Cernusco sono figli di questo e continueranno anche nel prossimo futuro) o dai PII che si sono succeduti negli ultimi 15 anni ad opera delle giunte a guida federalista-leghista. Partiamo dal PII dell’Arcofalc fino a giungere ai grandi cantieri aperti in zona Adua Vespucci, a Ronco, al PII Alberti (di fianco al cimitero), a via Cavour, etc..
Qui, scusate, i membri della minoranza gridano allo scandalo, sono alla ricerca di una perduta verginità anti-cementificazione dimenticando cio’ che di molto piu’ vasto hanno consentito di fare fino a ieri quando governavano la città.
Qui, e chiudo, chi oggi siede sui banchi dell’opposizione guarda la pagliuzza nell’occhio dell’amministrazione Comincini, mentre non solo ha una trave ma addirittura una falegnameria intera nei propri occhi.
Ringrazio tutta la giunta ma in special modo il sindaco Comincini, il dirigente Acquati e soprattutto l’assessore Marchetti che hanno condotto la trattativa; allo stesso modo cogliamo positivamente l’apertura del proprietario e lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata a trovare un accordo con l’amministrazione.
Fabio Colombo, Capogruppo di Vivere Cernusco
venerdì 17 luglio 2009
Importante Consiglio Comunale Lunedì 20 luglio
Diritti e presa in carico delle persone con disabilità, destinazione fondo di solidarietà contro la crisi e proposta di acquisizione delle “ali” di Villa Alari
CERNUSCO SUL NAVIGLIO, 15 luglio 2009 – il Consiglio Comunale è convocato in seduta straordinaria ed in prima convocazione il giorno 20 luglio 2009 alle ore 19.30 con eventuale prosecuzione il giorno 21 luglio 2009, alle ore 19.30 presso la Sede Comunale, per discutere e deliberare il seguente Ordine del Giorno:
SEDUTA PUBBLICA
1. INTERROGAZIONI.
2. APPROVAZIONE DEI VERBALI SEDUTA CONSILIARE PRECEDENTE DEL 20.05.2009.
3. APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA AI SENSI DELL’ART.210 COMMA 2 DEL T.U.E.L. – PERIODO 01.01.2010- 31.12.2014.
4. RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO DERIVANTE DA SENTENZA ESECUTIVA AI SENSI DELL’ART.194 LETTERA A) D.LGS.267/2000.
5. ALIENAZIONE IMMOBILI DI PROPRIETA’ COMUNALE: AUTORIZZAZIONE ALLA VENDITA.
6. CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’. INDIRIZZI DELL’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
7. INDIRIZZI IN MATERIA DI PRESA IN CARICO DEI SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI.
8. APPROVAZIONE DOCUMENTO PROGRAMMATORIO PER LA DESTINAZIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETA’ CONTRO LA CRISI.
9. APPROVAZIONE DEFINITIVA DI MODIFICHE ALLA CONVENZIONE PER L’ATTUAZIONE DEL P.L. “PA3AS COMPARTO NORD” SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL’ART.25 DELLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005 – DETERMINAZIONI.
10. ADOZIONE DELLA PROPOSTA DI PIANO DI LOTTIZZAZIONE DI INIZIATIVA PUBBLICA DENOMINATO AQUILEIA/PASUBIO- TONALE – VILLA ALARI, SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005.
11. ADOZIONE DI MODIFICHE ALLA CONVENZIONE PER L’ATTUAZIONE DEL P.I.I. “CIMITERO-CAVOUR” SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL’ART.25 DELLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005.
12. ESAME MOZIONE RIGUARDANTE IL “PARCO DELLE CASCINE – PIOLTELLO” – DETERMINAZIONI.
CERNUSCO SUL NAVIGLIO, 15 luglio 2009 – il Consiglio Comunale è convocato in seduta straordinaria ed in prima convocazione il giorno 20 luglio 2009 alle ore 19.30 con eventuale prosecuzione il giorno 21 luglio 2009, alle ore 19.30 presso la Sede Comunale, per discutere e deliberare il seguente Ordine del Giorno:
SEDUTA PUBBLICA
1. INTERROGAZIONI.
2. APPROVAZIONE DEI VERBALI SEDUTA CONSILIARE PRECEDENTE DEL 20.05.2009.
3. APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA AI SENSI DELL’ART.210 COMMA 2 DEL T.U.E.L. – PERIODO 01.01.2010- 31.12.2014.
4. RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO DERIVANTE DA SENTENZA ESECUTIVA AI SENSI DELL’ART.194 LETTERA A) D.LGS.267/2000.
5. ALIENAZIONE IMMOBILI DI PROPRIETA’ COMUNALE: AUTORIZZAZIONE ALLA VENDITA.
6. CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’. INDIRIZZI DELL’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
7. INDIRIZZI IN MATERIA DI PRESA IN CARICO DEI SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI.
8. APPROVAZIONE DOCUMENTO PROGRAMMATORIO PER LA DESTINAZIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETA’ CONTRO LA CRISI.
9. APPROVAZIONE DEFINITIVA DI MODIFICHE ALLA CONVENZIONE PER L’ATTUAZIONE DEL P.L. “PA3AS COMPARTO NORD” SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL’ART.25 DELLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005 – DETERMINAZIONI.
10. ADOZIONE DELLA PROPOSTA DI PIANO DI LOTTIZZAZIONE DI INIZIATIVA PUBBLICA DENOMINATO AQUILEIA/PASUBIO- TONALE – VILLA ALARI, SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005.
11. ADOZIONE DI MODIFICHE ALLA CONVENZIONE PER L’ATTUAZIONE DEL P.I.I. “CIMITERO-CAVOUR” SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL’ART.25 DELLA LEGGE REGIONALE N. 12/2005.
12. ESAME MOZIONE RIGUARDANTE IL “PARCO DELLE CASCINE – PIOLTELLO” – DETERMINAZIONI.
martedì 14 luglio 2009
7,5 MILIONI PER RENDERE EFFICIENTI 18 EDIFICI COMUNALI
Si chiama Servizio Energia quello che il Comune di Cernusco intende affidare al vincitore della gara d’appalto per la quale Villa Greppi ha pubblicato un bando in scadenza il 24 agosto.
Oggetto dell’appalto sono i servizi di fornitura del combustibile, la conduzione degli impianti termici, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e la riqualificazione degli impianti termici di 18 edifici comunali: scuole, palestre, palazzetto dello sport e la stessa sede municipale. Il valore dell’appalto è di quasi 7,5 milioni di euro per un contratto di 10 anni.
La vera novità di questo servizio però riguarda proprio il risparmio energetico. Da un lato chi si aggiudica il servizio dovrà provvedere alla riqualificazione degli impianti termici volta all’efficienza nei consumi e dall’altro si prende in considerazione il meccanismo di “savings sharing”: se il Comune risparmia almeno il 10% sui consumi di combustibile, la metà di questo risparmio sarà assegnato all’appaltatore del servizio.
“Un meccanismo incentivante che dovrebbe spingere l’appaltatore a ottenere i massimi risultati di efficienza nei consumi, con un beneficio considerevole sulla nostra bolletta ma anche sull’aria che respiriamo”, commenta Paolo Della Cagnoletta, Assessore allo Sviluppo Economico e Sostenibile.
“Considerato che siamo al governo della città da solo due anni abbiamo fatto un buon percorso sulla strada dell’efficienza energetica,” continua l’Assessore - “tenuto conto che abbiamo trovato una situazione in cui per molti anni non si è effettuato alcun intervento di questo genere.”
L’Assessore ricorda i principali obiettivi raggiunti in questo ultimo anno dall’Amministrazione Comunale: dall’apertura dello sportello Infoenergia all’audit energetico degli edifici comunali, finanziato anche da Fondazione Cariplo: “Il Servizio Energia è un altro passo decisivo per fare la nostra parte nella sfida per l’efficienza
Oggetto dell’appalto sono i servizi di fornitura del combustibile, la conduzione degli impianti termici, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e la riqualificazione degli impianti termici di 18 edifici comunali: scuole, palestre, palazzetto dello sport e la stessa sede municipale. Il valore dell’appalto è di quasi 7,5 milioni di euro per un contratto di 10 anni.
La vera novità di questo servizio però riguarda proprio il risparmio energetico. Da un lato chi si aggiudica il servizio dovrà provvedere alla riqualificazione degli impianti termici volta all’efficienza nei consumi e dall’altro si prende in considerazione il meccanismo di “savings sharing”: se il Comune risparmia almeno il 10% sui consumi di combustibile, la metà di questo risparmio sarà assegnato all’appaltatore del servizio.
“Un meccanismo incentivante che dovrebbe spingere l’appaltatore a ottenere i massimi risultati di efficienza nei consumi, con un beneficio considerevole sulla nostra bolletta ma anche sull’aria che respiriamo”, commenta Paolo Della Cagnoletta, Assessore allo Sviluppo Economico e Sostenibile.
“Considerato che siamo al governo della città da solo due anni abbiamo fatto un buon percorso sulla strada dell’efficienza energetica,” continua l’Assessore - “tenuto conto che abbiamo trovato una situazione in cui per molti anni non si è effettuato alcun intervento di questo genere.”
L’Assessore ricorda i principali obiettivi raggiunti in questo ultimo anno dall’Amministrazione Comunale: dall’apertura dello sportello Infoenergia all’audit energetico degli edifici comunali, finanziato anche da Fondazione Cariplo: “Il Servizio Energia è un altro passo decisivo per fare la nostra parte nella sfida per l’efficienza
MATERNA: SEZIONE E BAMBINI CI SONO, I FONDI DEL MINISTERO NO
La situazione sa di paradossale, anzi “di indecenza”, per usare le parole del Sindaco, Eugenio Comincini. Dopo la recente apertura del nuovo Centro Diurno Disabili si sono liberate tre nuove sezioni alla scuola dell’infanzia di via Buonarroti. “Un investimento che abbiamo fatto perché la nostra popolazione tenderà a crescere ancora, da qui ai prossimi anni,” spiega il Sindaco – “e la domanda di servizi scolastici è destinata ad aumentare.”
Cernusco ha da poco superato quota 30.000 abitanti e le realizzazioni edilizie approvate negli scorsi anni e attualmente in corso fanno presagire un ulteriore incremento dei residenti.
“Di queste tre sezioni una si potrebbe aprire già a settembre, visto che abbiamo ricevuto 36 nuove domande per la scuola dell’infanzia”, continua l’Assessore all’Educazione, Maurizio Magistrelli.
Eppure a queste 36 famiglie il Comune non può, ad oggi, dare una risposta positiva: “l’Ufficio Scolastico della Provincia ci ha fatto sapere che il Ministero dell’Istruzione non ha stanziato fondi per aumentare il personale docente.”
Lunedì 6 luglio Comincini e Magistrelli, insieme alla Dirigente Scolastica del II Circolo Didattico, dott.ssa Riva, al Presidente del Consiglio di Circolo, Stefano Baroni e a Pierfranco Accardo, rappresentante dei genitori, hanno partecipato a una riunione con i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, “che ci hanno offerto ascolto e disponibilità, ma si trovano come noi in una condizione di impotenza.” Provincia e Regione dipendono dalle decisioni del Ministero dell’Istruzione che a sua volta deve attuare le direttive del Ministero dell’Economia.
Situazione che il Sindaco definisce inqualificabile: “Mi chiedo dove siano le tanto sbandierate politiche a sostegno della famiglia se poi all’atto pratico non si mettono i Comuni in condizione di dare risposte alle esigenze dei genitori, peraltro con investimenti già compiuti.”
“La scuola dell’infanzia è divenuta di fatto una scuola dell’obbligo e un bisogno primario, specialmente per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano,” continua Magistrelli – “e in ogni caso rappresenta per i bambini un’opportunità educativa e di socializzazione molto importante.”
Con l’Ufficio Scolastico Provinciale Comincini e Magistrelli hanno discusso sul tenere Cernusco in debita considerazione, qualora il Ministero dovesse sbloccare i finanziamenti, in ragione degli investimenti compiuti per allestire le nuove sezioni. “Devo ringraziare il dott. Lupacchini, della Provincia di Milano e il dott. Colosio, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la loro disponibilità; mi rendo conto che in questo momento più di così non possono fare. A loro ho chiesto di evidenziare quanto prima al Ministero del Tesoro la situazione di Cernusco e di altri Comuni a noi limitrofi che si trovano nelle nostre stesse condizioni. Per questo vorrei anche concentrare su questi temi le voci degli altri Sindaci.”
Un appello che Comincini intende lanciare nelle sedi istituzionali: “Questo è il risultato degli investimenti dei Comuni a favore delle famiglie? Siamo in grado di dare risposte immediate, con strutture vere e pronte all’uso. Ma di fatto abbiamo le mani legate: un paradosso semplicemente inqualificabile.”
Cernusco ha da poco superato quota 30.000 abitanti e le realizzazioni edilizie approvate negli scorsi anni e attualmente in corso fanno presagire un ulteriore incremento dei residenti.
“Di queste tre sezioni una si potrebbe aprire già a settembre, visto che abbiamo ricevuto 36 nuove domande per la scuola dell’infanzia”, continua l’Assessore all’Educazione, Maurizio Magistrelli.
Eppure a queste 36 famiglie il Comune non può, ad oggi, dare una risposta positiva: “l’Ufficio Scolastico della Provincia ci ha fatto sapere che il Ministero dell’Istruzione non ha stanziato fondi per aumentare il personale docente.”
Lunedì 6 luglio Comincini e Magistrelli, insieme alla Dirigente Scolastica del II Circolo Didattico, dott.ssa Riva, al Presidente del Consiglio di Circolo, Stefano Baroni e a Pierfranco Accardo, rappresentante dei genitori, hanno partecipato a una riunione con i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, “che ci hanno offerto ascolto e disponibilità, ma si trovano come noi in una condizione di impotenza.” Provincia e Regione dipendono dalle decisioni del Ministero dell’Istruzione che a sua volta deve attuare le direttive del Ministero dell’Economia.
Situazione che il Sindaco definisce inqualificabile: “Mi chiedo dove siano le tanto sbandierate politiche a sostegno della famiglia se poi all’atto pratico non si mettono i Comuni in condizione di dare risposte alle esigenze dei genitori, peraltro con investimenti già compiuti.”
“La scuola dell’infanzia è divenuta di fatto una scuola dell’obbligo e un bisogno primario, specialmente per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano,” continua Magistrelli – “e in ogni caso rappresenta per i bambini un’opportunità educativa e di socializzazione molto importante.”
Con l’Ufficio Scolastico Provinciale Comincini e Magistrelli hanno discusso sul tenere Cernusco in debita considerazione, qualora il Ministero dovesse sbloccare i finanziamenti, in ragione degli investimenti compiuti per allestire le nuove sezioni. “Devo ringraziare il dott. Lupacchini, della Provincia di Milano e il dott. Colosio, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la loro disponibilità; mi rendo conto che in questo momento più di così non possono fare. A loro ho chiesto di evidenziare quanto prima al Ministero del Tesoro la situazione di Cernusco e di altri Comuni a noi limitrofi che si trovano nelle nostre stesse condizioni. Per questo vorrei anche concentrare su questi temi le voci degli altri Sindaci.”
Un appello che Comincini intende lanciare nelle sedi istituzionali: “Questo è il risultato degli investimenti dei Comuni a favore delle famiglie? Siamo in grado di dare risposte immediate, con strutture vere e pronte all’uso. Ma di fatto abbiamo le mani legate: un paradosso semplicemente inqualificabile.”
giovedì 14 maggio 2009
VIA AL PROGETTO FONDAZIONE “TERRE E NAVIGLI”
Nella seduta del 12 maggio il Consiglio Comunale ha deliberato a maggioranza l’adesione del Comune di Cernusco alla Fondazione Comunitaria Terre e Navigli, di prossima costituzione, in qualità di socio fondatore.
Finalità di questo ente a carattere privato è la promozione della cultura del dono e della solidarietà, attraverso il finanziamento di progetti in ambito sociale e di carattere no profit, interagendo con gli Enti Locali del territorio per capire bisogni e necessità e raccogliere lasciti e legati testamentari. Le Fondazioni Comunitarie, lanciate nella Provincia di Milano da Fondazione Cariplo con l’intento di creare una rete in grado di sostenere la gestione dei suoi contributi, lavorano per instaurare anche nel mondo associativo una cultura della progettualità che superi l'ottica dei contributi ordinari a pioggia e introduca le dinamiche della sussidiarietà e della rendicontazione dei finanziamenti.
Fondazione Cariplo è disposta a stanziare 10 milioni di euro alle Fondazioni Comunitarie create nei vari ambiti territoriali che raccolgano 5 milioni di euro nel corso di 10 anni dalla costituzione.
Ad oggi le Fondazioni Comunitarie già costituite fra Lombardia e Provincia di Milano sono 15, per un totale di 76 milioni di euro di donazioni totali.
La Fondazione Terre e Navigli andrà a raccogliere le principali realtà pubbliche e private presenti sul territorio che comprende la Martesana, la zona di Paullo e il sud Milanese. Vi parteciperanno la Curia milanese, la Camera di Commercio di Milano, i Comuni capofila dei Distretti Asl (fra cui, appunto, Cernusco) e alcune Banche di Credito Cooperativo, che devono contribuire ciascuno nella misura dell’1% (pari a 150mila euro) alla raccolta dei 5 milioni richiesta da Fondazione Cariplo.
Quest’ultima trasferirà un fondo di 5 milioni 166mila euro al terzo di operatività della Fondazione, al raggiungimento degli obiettivi preposti, mentre altri 5 milioni di euro saranno stanziati al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta decennale. La Fondazione Terre e Navigli potrà così gestire, con i redditi generati da un patrimonio di 15 milioni di euro, erogazioni in favore delle Associazioni del territorio che presenteranno progetti di carattere sociale e culturale.
Come contributo all’incremento del patrimonio della Fondazione il Comune di Cernusco verserà 15mila euro all’anno. La Fondazione sarà aperta a chiunque voglia intervenirvi con donazioni e nei suoi organi di governance non siederanno amministratori pubblici.
Sul piano più strettamente operativo saranno predisposti un piano strategico e un piano economico di durata triennale. Il piano economico del primo triennio prevede entrate per 120mila euro ripartiti in sponsorship per circa 60mila euro, e un importo fisso di 45mila euro corrisposto da Fondazione Cariplo per sostenere i costi di gestione amministrativa delle proprie erogazioni territoriali. Le principali uscite attengono alla comunicazione istituzionale - particolarmente necessaria nella fase di avvio per promuovere la Fondazione e la sua attività di fund raising - e alle spese per le figure professionali che valuteranno i progetti di finanziamento presentati.
Le sedi saranno due: una a Cernusco e una in un Comune del sud Milanese, ancora da individuare.
Finalità di questo ente a carattere privato è la promozione della cultura del dono e della solidarietà, attraverso il finanziamento di progetti in ambito sociale e di carattere no profit, interagendo con gli Enti Locali del territorio per capire bisogni e necessità e raccogliere lasciti e legati testamentari. Le Fondazioni Comunitarie, lanciate nella Provincia di Milano da Fondazione Cariplo con l’intento di creare una rete in grado di sostenere la gestione dei suoi contributi, lavorano per instaurare anche nel mondo associativo una cultura della progettualità che superi l'ottica dei contributi ordinari a pioggia e introduca le dinamiche della sussidiarietà e della rendicontazione dei finanziamenti.
Fondazione Cariplo è disposta a stanziare 10 milioni di euro alle Fondazioni Comunitarie create nei vari ambiti territoriali che raccolgano 5 milioni di euro nel corso di 10 anni dalla costituzione.
Ad oggi le Fondazioni Comunitarie già costituite fra Lombardia e Provincia di Milano sono 15, per un totale di 76 milioni di euro di donazioni totali.
La Fondazione Terre e Navigli andrà a raccogliere le principali realtà pubbliche e private presenti sul territorio che comprende la Martesana, la zona di Paullo e il sud Milanese. Vi parteciperanno la Curia milanese, la Camera di Commercio di Milano, i Comuni capofila dei Distretti Asl (fra cui, appunto, Cernusco) e alcune Banche di Credito Cooperativo, che devono contribuire ciascuno nella misura dell’1% (pari a 150mila euro) alla raccolta dei 5 milioni richiesta da Fondazione Cariplo.
Quest’ultima trasferirà un fondo di 5 milioni 166mila euro al terzo di operatività della Fondazione, al raggiungimento degli obiettivi preposti, mentre altri 5 milioni di euro saranno stanziati al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta decennale. La Fondazione Terre e Navigli potrà così gestire, con i redditi generati da un patrimonio di 15 milioni di euro, erogazioni in favore delle Associazioni del territorio che presenteranno progetti di carattere sociale e culturale.
Come contributo all’incremento del patrimonio della Fondazione il Comune di Cernusco verserà 15mila euro all’anno. La Fondazione sarà aperta a chiunque voglia intervenirvi con donazioni e nei suoi organi di governance non siederanno amministratori pubblici.
Sul piano più strettamente operativo saranno predisposti un piano strategico e un piano economico di durata triennale. Il piano economico del primo triennio prevede entrate per 120mila euro ripartiti in sponsorship per circa 60mila euro, e un importo fisso di 45mila euro corrisposto da Fondazione Cariplo per sostenere i costi di gestione amministrativa delle proprie erogazioni territoriali. Le principali uscite attengono alla comunicazione istituzionale - particolarmente necessaria nella fase di avvio per promuovere la Fondazione e la sua attività di fund raising - e alle spese per le figure professionali che valuteranno i progetti di finanziamento presentati.
Le sedi saranno due: una a Cernusco e una in un Comune del sud Milanese, ancora da individuare.
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