giovedì 21 aprile 2022


A BREVE SARAI REINDIRIZZATO
VERSO IL NOSTRO NUOVO SITO

mercoledì 23 giugno 2010

INTERVENTO DI FABIO COLOMBO NELLA DISCUSSIONE SULLA MOZIONE SUI TAGLI ALLA SCUOLA

La mozione di questa sera non deve produrre uno scontro fra diverse parti o fra diverse ideologie, in un ‘muro contro muro’ fra diversi partiti politici ma, a mio avviso, deve farci focalizzare sul problema e sulla coesione fra tutti i consiglieri, per poter facilitare la risoluzione del problema.
A chi ci ascolta, ma prima di tutto a noi consiglieri, deve premere la risoluzione del problema perche’ questa mancanza di insegnanti sta mettendo in seria difficoltà famiglie, lavoratori e la formazione dei nostri bambini. Dobbiamo concentrarci sul disagio di molti nostri concittadini; tutto il resto è opinabile e superfluo.
Ecco il testo della mozione:

“ Nel prossimo anno scolastico 2010-2011 per poter attuare il Piano dell’offerta formativa delle nostre due Scuole Primarie, sono indispensabili:

* per il Primo Circolo Didattico 57 docenti + 10 ore per 26 classi a tempo pieno e 4 a tempo modulo Nell’organico di diritto dell’anno scolastico 2010-2011, invece, sono stati assegnati solo 55 insegnanti: mancano quindi quasi 3 insegnanti

* per il Secondo Circolo Didattico 56 docenti per 28 classi a tempo pieno. Nell’organico di diritto dell’anno scolastico 2010-2011, invece, sono stati assegnati solo 53 insegnanti + 10 ore: mancano quindi quasi 3 insegnanti.

Ciò comporterà la riduzione di orario complessivo delle classi prime e disagi anche alle classi già in corso e imporrà a molte famiglie una scelta didattica e organizzativa diversa rispetto a quella sottoscritta al momento dell’iscrizione.

Anche nelle classi che sulla carta avrebbero un tempo scuola di 40 ore, l’utilizzo delle compresenze di tutti gli insegnanti del plesso per permettere di completare l’orario e per sostituire i colleghi assenti, provocherà la rotazione di molti insegnanti sulla stessa classe (fino a 7 docenti) per coprire un orario frammentato e disorganico, l’abbandono delle attività a piccoli gruppi e di laboratorio, oltre che delle uscite didattiche; queste attività non possono essere considerate un lusso o uno spreco, ma rispondono a fondamentali esigenze didattiche e di apprendimento dei propri figli. (continua)”

Chi difende le scelte che stanno portando il caos nelle scuole primarie, adduce al rigore come causa di tale situazione e ci dice che meglio di cosi’ non si poteva fare.
A mio avviso il rigore puo’ e deve essere perseguito non mettendo in crisi i servizi fondamentali dei cittadini. Un buon padre di famiglia quando si trova in crisi, taglia le cose superflue o evitabili, non certo quelle necessarie. E per il governo, laddove fosse equiparato al padre di famiglia, l’essenziale sono la sanità, la scuola, i servizi ai piu’ deboli; il ‘superfluo’ sono i maxi rimborsi e stipendi da parlamentare, le auto blu, etc.

“..(segue) I tagli che colpiranno le nostre scuole riguarderanno oltre il 92% delle scuole di Milano e provincia. Infatti, a fronte dell’aumento di 1900 alunni, la scuola primaria milanese dovrà funzionare con oltre 700 docenti in meno e senza insegnanti specialisti di lingua inglese.
A 2.900 bambini viene negato il tempo pieno perché 150 classi vengono trasformate d’ufficio a tempo ridotto, senza il consenso delle famiglie. Tutto questo non era né previsto né inevitabile!

Potevano essere compiute scelte diverse sia a livello ministeriale che dalla Direzione Scolastica Regionale, che ha voluto concentrare gran parte dei tagli previsti per la Lombardia soltanto sulla realtà del tempo pieno di Milano e provincia.

Ricordiamo che il decreto ministeriale sulle assegnazioni degli organici di diritto prevedeva due insegnati fissi per classe.
La continua sottrazione di risorse finanziarie al sistema scolastico comporta per le famiglie un ingente danno economico e un inaccettabile abbassamento della qualità del servizio scolastico.(continua)”

Nella scuola siamo di fronte a tagli (veri e propri colpi di mannaia) che non sembrano fatti per fare il bene della scuola stessa ma solo per raggranellare dei risparmi, indipendentemente dalle ricadute, pesanti, sulla cittadinanza.
Si taglia sulla pelle delle famiglie e dei cittadini italiani; si dice, da Roma, che non si aumenteranno le tasse ma si creano disagi, anche economici, alle famiglie che non vedranno soddisfatta la possibilità di avere il tempo pieno, ai tanti dipendenti statali che vedranno congelati gli scatti e gli aumenti di stipendio per gli anni a venire e a molti dipendenti della scuola che sono a rischio con il proprio posto di lavoro.
In sintesi, in nome di un rigore che si puo’ perseguire con altri metodi e toccando altre voci di spesa, si mettono in croce le famiglie.

Il ministro Gelmini aveva assicurato in più occasioni, che i tagli non avrebbero riguardato il tempo pieno, al quale sarebbero stati garantiti 2 insegnanti fissi per classe, con l’intenzione anzi di potenziarlo proprio grazie ai ‘risparmi’ di personale sin qui ottenuti sostituendo il modello del modulo con il ‘maestro unico’. Invece i tagli del MIUR e le scelte fatte dalla Direzione Scolastica Regionale, andranno a smantellare il modello pedagogico del tempo pieno, che in questi anni ha portato la scuola primaria italiana ai primi posti nelle rilevazioni internazionali, privando le scuole del personale necessario per realizzarlo e ignorando le richieste e le esigenze delle famiglie.

Come genitori, come cittadini, come consiglieri, non possiamo accettarlo e siamo fortemente preoccupati per il futuro della scuola pubblica, considerata un fiore all’occhiello, sempre piu’ messa in difficoltà da scelte politiche precise e determinate del governo Berlusconi.

Signor Sindaco, come richiesto nel dispositivo della mozione le chiediamo pragmatismo ed azioni concrete non per caricarla di un peso e di una responsabilità su competenze che non le sono proprie, ma per giungere alla risoluzione di questo problema, interessandosi e facendo pressioni presso il provveditorato e il ministero.

“..(segue)Il Consiglio Comunale di Cernusco sul Naviglio
esprime
il proprio netto dissenso per la riduzione del numero di docenti prevista per il prossimo anno scolastico nelle Scuole Primarie del territorio e profonda preoccupazione per le ricadute che essa avrà sull’organizzazione didattica;
chiede
al Signor Sindaco di attivarsi – anche coinvolgendo tutte le forze politiche – affinché:
vengano restituiti i docenti necessari a soddisfare le richieste delle famiglie
si garantisca il funzionamento di tutte le classi fornendo un servizio di qualità, così come è avvenuto negli ultimi decenni
si blocchino i tagli indiscriminati all’istruzione, alla formazione e alla cultura
si investa nell’istruzione di qualità come risorsa prioritaria per uscire dalla crisi economica e dalla perdita di competitività del nostro Paese
si investa nelle nuove generazioni e nel futuro dell’Italia.”

Il fatto poi che il testo della mozione sia stato appositamente modificato per consentire ai colleghi del PDL e della Lega di votarlo, significa che, a loro volta, si impegneranno a fare pressione presso i propri partiti e che, noi estensori della mozione, abbiamo privilegiato una unità di intenti per dare piu’ peso alle nostre richieste.

Sarà un risultato significativo, per Cernusco, presentarsi al ministero, a guida PDL e Lega, con una mozione di disaccordo con le scelte intraprese firmata anche dai rappresentanti locali di Lega e PDL.


Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

martedì 15 giugno 2010

Interrogazione di Fabio Colombo sul Parco della Forma di Brugherio

CC del 15/06/2010 interrogazione su PLIS e parco della Forma di Brugherio

Egregio signor sindaco,
sono casualmente venuto in possesso del notiziario comunale di Brugherio, il n.5 del maggio 2010, dal titolo: “Arriva Decathlon: 40 mila metri di nuovo parco”.
A pag. 6 e 7 dello stesso numero vi è un’ ampia illustrazione del progetto di un Piano di Intervento dalle seguenti caratteristiche (cito testualmente la pubblicazione del comune a guida Lega-PDL:

“I numeri del Progetto

• area verde sicura e attrezzata per le attività sportive all’aperto che occupa 45.000 mq dove sarà possibile fare sport autonomamente, sia partecipare alle attività proposte;
• ulteriori 39.000 mq di area verde attrezzata che costituiranno l’ampliamento del Parco Increa, che sarà collegato all’attuale parco attraverso un ponte ciclopedonabile sulla tangenziale;
• una pista ciclopedonale che, collegandosi a quella già esistente su via dei Mille, costeggia tutto il “Parco della Forma” fino al Parco Increa;
• aree parcheggi per 43.000 mq (di cui una porzione interrata) sia per i clienti del negozio, sia per i visitatori del parco;
• spogliatoi con servizi e docce pubbliche, e una palestra per 2.250 mq
• area commerciale comprensiva di aree per la ristorazione, galleria con negozi specialistici, spazio eventi e locale ludico per bimbi per un totale di 10.950 mq;
• uffici direzionali e amministrativi di Decathlon Italia per 3.000 mq.”
In pratica siamo di fronte ad un centro commerciale a vocazione sportiva (con relativa riqualificazione di verde che già esiste) che sara’ realizzato in un’area attualmente verde, non costruita e che Brugherio conferì al PLIS Parco delle Cave

Premesso che

Il parco già esiste su quell’area, è infatti una porzione di PLIS, e che non serve questo progetto per ‘far arrivare’ un parco che già c’è;
il sottoscritto ed il mio gruppo non siamo pregiudizialmente contrari ad un intervento del genere, soprattutto perche’ finalizzato alla pratica sportiva, se collocato in un’area non ricompresa nel PLIS
l’eventuale realizzazione di questo progetto costituirebbe un pericoloso precedente per l’integrità del PLIS stesso che invece merita attenzione per essere sviluppato e ‘rilanciato’

Considerando che

il comune di Cernusco sul Naviglio è capofila del parco PLIS sono a chiederle:

  1. se, in qualità di sindaco di Cernusco s/N, è stato informato da Brugherio in merito al progetto e che parere ha fornito, se interpellato
  2. se, in qualità di sindaco del comune capofila del PLIS, è stato informato dell’iniziativa e se si come ha risposto al sindaco di Brugherio
  3. cosa è previsto, nel caso di un PLIS e nel caso di un intervento di questa natura, dal punto di vista di pareri, vincoli, etc da parte degli organi coinvolti (es. provincia, comuni limitrofi e costituenti il PLIS)
  4. quale tipo di interventi intende adottare, in qualità di sindaco ‘capofila’ del PLIS per difendere il parco da questa lottizzazione
  5. quali sono le prossime attività che intende promuovere, visto che dopo le ultime elezioni amministrative anche Cologno M.se ha un sindaco in carica, al fine di dare corpo in maniera progettuale e concreta a questo parco
Ringraziandola per l’attenzione e le risposte la saluto.

Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

mercoledì 5 maggio 2010

Il Parco Est delle Cave deve essere ampliato, non ridotto

Quando, a maggio di un anno fa, dopo anni di intensi sforzi e trattative, si è arrivati alla firma, tra i sindaci di Cernusco sul Naviglio, Vimodrone, Brugherio, Carugate e Cologno Monzese, per la creazione del Parco Est delle Cave, abbiamo festeggiato.
VIVERE Cernusco ha sempre creduto che salvaguardare una fascia verde, che limitasse l'estendersi della metropoli milanese, fosse uno dei passaggi fondamentali per garantire un domani di sostenibilità agli abitanti attuali e futuri.
Il Parco comprende già ora quasi un milione di metri quadri di territorio cernuschese, che diverranno oltre 3 milioni con il prossimo Piano di Governo del Territorio, per costituire una cintura verde, di campi e boschi attorno alla nostra città.
Fin dalla sua istituzione, però, il Parco non ha mai avuto un comitato di gestione, poiché il comune di Cologno Monzese è rimasto per mesi senza una Giunta. Questo ha bloccato anche la creazione di piani condivisi di recupero, valorizzazione e sviluppo delle potenzialità del Parco.
Ora il comune di Brugherio, a guida PDL-Lega, ha approvato in consiglio comunale un pesante intervento edilizio all'interno del perimetro del parco. I nostri vicini puntano a costruire un nuovo grande centro commerciale a lato di quelli già esistenti (Carosello, Castorama, IKEA) andando così a congestionare ulteriormente la zona a nord di Cernusco.
VIVERE Cernusco ritiene che la vocazione agricola del Parco debba essere rispettata poiché, citando il sito della Provincia di Milano, “può garantire, a fronte dell’intensificarsi di un alquanto disordinato sviluppo insediativo, una continuità del sistema ecologico nord-sud nell’est di Milano, dal Parco delle Cascine fino al Villoresi”.

Per riflettere sul tema del “Consumo del territorio” ricordiamo che Lista per Pioltello, Associazione 26 aprile, Legambiente, MeetUp Pioltello e VIVERE Cernusco hanno organizzato un incontro venerdì 7 maggio, alle ore 21, presso il Centro Civico in piazza don Milani a Limito.
Invitiamo tutti coloro che sono sensibili a questo problema a partecipare a quest’occasione di dibattito e confronto.

VIVERE Cernusco

lunedì 26 aprile 2010

25 aprile 2010: il discorso di Eugenio Comincini

Autorità, Associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, concittadini

Il 25 Aprile di 65 anni fa la Liberazione dai nazifascisti concludeva la pagina più tragica della Storia dell’Italia unita ed apriva una stagione di grandi speranze per il futuro democratico.

Anche quest’oggi – come in tutte le ricorrenze di questa memoria – ricordiamo con commozione tutte le vittime della violenza della guerra e manifestiamo gratitudine a quanti si impegnarono fino al sacrificio della propria vita per liberare l’Italia dal giogo della dittatura, riconsegnandoci un Paese libero.

Anche la nostra città non ha mancato di dare il proprio contributo di sangue alla causa della libertà e come ogni anno ci ritroviamo a commemorare l’evento fondativo della democrazia italiana sul luogo del martirio di Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, che i fascisti assassinarono poche ore prima della Liberazione. A loro e a tutti i nostri soldati e partigiani caduti per la libertà, insieme ai deportati, il nostro ricordo affettuoso e la nostra gratitudine.

Nel tardo pomeriggio di ieri al Teatro alla Scala di Milano il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tenuto un appassionato e articolato discorso sulla Liberazione che merita di essere riletto e meditato, sia dalle autorità civili che dai semplici cittadini.

Nel suo discorso il Presidente ha tra l’altro sostenuto che il 25 Aprile non è solo Festa della Liberazione ma anche della riunificazione d'Italia. Dopo essere stata per 20 mesi tagliata in due, l'Italia si è riunificata, nella libertà e nell'indipendenza. Se ciò non fosse accaduto, la nostra nazione sarebbe scomparsa dalla scena della storia, su cui si era finalmente affacciata come moderno Stato unitario nel 1861, con il compimento del moto risorgimentale.

Dobbiamo ringraziare il Presidente della Repubblica per questo suo costante richiamo alla storia e alla patria: troppo spesso abbiamo minimizzato questi valori, ma – come accade per ogni valore – è solo avendone piena consapevolezza e facendone adeguata memoria che si evitano i rischi di annullamento o indebolimento, in questo caso specifico dell’identità e unità nazionale. Consentitemi di citare testualmente Napolitano quando afferma: “Abbiamo esitato, esitiamo a presentare in tutte le sue luci il patrimonio che ci ha garantito un posto più che degno nel mondo: esitiamo per eccessiva ritrosia, per timore, oltre ogni limite, della retorica e dei miti, o per sostanziale incomprensione del dovere di affermare, senza iattanza ma senza autolesionismi, quel che di meglio abbiamo storicamente espresso e rappresentiamo”.
Il completamento dell’unificazione italiana è stato possibile anche grazie allo straordinario impegno dei partigiani, che certamente avevano ben chiaro il senso della patria.

La Resistenza è stata fatta da uomini e donne che non hanno semplicemente atteso che la Liberazione arrivasse dall’esterno, ad opera di quelle truppe alleate – cui va la riconoscenza dell’Italia per l’importante contributo alla causa della libertà – che da sud a nord hanno sbaragliato i nazifascisti; quegli uomini e donne hanno invece personalmente contribuito a gettare i pilastri della democrazia italiana, hanno fondato quell’umanesimo politico che poi ha costituito la base, la roccia, sulla quale è stata fondata la Costituzione repubblicana.

Recentemente si è tornati a parlare di una profonda revisione della Carta fondamentale. Occorre prestare molta attenzione a quali interventi di adeguamento del testo si vuole mettere mano. Infatti, come ha ultimamente osservato il Presidente emerito della Corte Costituzionale, prof. Valerio Onida, cambiare la nostra Costituzione o significa migliorare su singoli aspetti di dettaglio l’organizzazione dei poteri (ciò che è sempre possibile), o significa discostarsi dai suoi principi ispiratori; in questo secondo caso rischieremmo di disancorarci dalle nostre vere radici come comunità politica. Tra questi principi negli ultimi anni possono apparire messi in discussione soprattutto l’universalismo dei diritti della persona al di là delle differenze (le politiche per l’immigrazione ne sono un esempio); i “fini sociali” che devono orientare l’attività economica e la sua regolazione da parte dei poteri pubblici; la sostanza della democrazia politica, che necessita di articolazione e divisione dei poteri, equilibrio istituzionale, un’informazione libera e non piegata ad interessi di parte o di propaganda politica, lo sviluppo di un’effettiva partecipazione sociale scevra da personalismi e leaderismi.
Voglio ribadire quanto ho già espresso nel corso delle celebrazioni dello scorso anno: i valori fondanti della nostra Costituzione – quelli di libertà, eguaglianza, solidarietà e giustizia – sono stati modellati dalla resistenza partigiana. Modificare la Costituzione in queste parti fondamentali sarebbe tradire il sangue dei partigiani.

Se le modifiche della Carta fondamentale avvenissero per colpi di maggioranza, anche in questo caso ci si allontanerebbe dallo spirito della Liberazione e della Costituente, quando i diversi orientamenti ideologici e culturali seppero trovare punti d’unione per il bene dell’Italia.

La storia della Liberazione è fatta da tanti uomini e donne appassionati, semplici o destinati a un grande futuro, come Sandro Pertini di cui ricordiamo il ventennale della morte – fiero protagonista della lotta partigiana, che tenne un memorabile discorso, dopo decenni di privazione della libertà, il 26 aprile 1945 a Piazza Duomo e che ricordiamo come indimenticato e amato Presidente – o come il nostro Felicino Frigerio, che ci ha lasciato 10 anni fa – che il 26 aprile del 1945 partecipò alla trattativa per la resa del presidio tedesco presente a Cernusco asserragliato a Palazzo Tizzoni in Piazza Matteotti e che poi fu amministratore pubblico –. In uomini e donne come questi troviamo il condensato di “perché” che ci spiegano chi siamo, che ci danno la cifra esatta del nostro DNA. Non lasciamo che alcuno compia sulla nostra identità una mutazione genetica!

Per non disperdere questo importante patrimonio contenuto nella Costituzione, da questo anno, in occasione del 2 Giugno – festa della Repubblica – il Sindaco consegnerà ai ragazzi che nell’anno raggiungono la maggiore età una copia dlla nostra Costituzione, nel corso di una cerimonia pubblica che vuole sottolineare l’importanza dei contenuto del nostro Testo fondamentale.

Come ha acutamente sostenuto nel suo intervento di ieri alla Scala la ricercatrice Antonella Viola, ricordare le storia è fondamentale per non dimenticare che il rispetto delle regole è la prima garanzia di libertà. È per questa ragione che è importantissimo che la modifica delle regole avvenga in modo condiviso. È l’auspicio e l’augurio che elevo quest’oggi per la democrazia italiana!

W la Liberazione! W la Resistenza! W l’Italia! W la Repubblica!

martedì 20 aprile 2010

Referendum acqua pubblica: al via la raccolta firme

Sabato 24 aprile partirà la raccolta delle firme per richiedere l’indizione di 3 referendum abrogativi delle norme che considerano l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

I tre quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010, sono stati promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali. L’iniziativa è sostenuta anche da diverse forze politiche.

Anche a Cernusco è attivo da alcuni anni il Comitato Acqua Bene Comune, formato da persone interessate a difendere un diritto fondamentale di tutti. In occasione della campagna referendaria, il Comitato invita tutte le associazioni, i comitati, le singole e i singoli che vogliono sostenere questa iniziativa, ad aderire al Comitato di Cernusco, per unire le forze e raggiungere insieme il numero di firme necessarie allo svolgimento dei referendum (almeno 500.000) e quindi alla cancellazione delle leggi che vorrebbero privatizzare il bene comune più importante.

In coerenza con quanto fatto a livello nazionale, chiediamo anche alle forze politiche di Cernusco di sostenere questa battaglia comune, fornendo il proprio contributo concreto alla raccolta delle firme e contribuendo al percorso di informazione e sensibilizzazione.

Il primo appuntamento promosso dal Comitato cernuschese è l’avvio della raccolta firme, prevista per sabato 24 aprile 2010, dalle ore 10 alle ore 18.30 in Piazza Matteotti a Cernusco s/N. L’appuntamento assumerà un valore ancora più grande perché si terrà contestualmente ad una delle iniziative de “I colori del 25 aprile”, il cartello di eventi promossi da ACLI, ANPI, Cachoeira de Pedras, CNGEI Scout, ColorEsperanza, Futura e Associazione “Roberto Camerani” in occasione della Festa della Liberazione.

Dopo questo appuntamento, in cui verranno raccolte anche le adesioni al Comitato, organizzeremo un incontro per pianificare la raccolta firme e decidere insieme quali iniziative promuovere per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’acqua pubblica e sui tre referendum.

COMITATO ACQUA BENE COMUNE - CERNUSCO S/N
Per info e adesioni: acquacernusco@gmail.com

martedì 13 aprile 2010

Malasanità o altro?

Il 5 Marzo scorso all'ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio muore una bimba nigeriana di 13 mesi. E' l'epilogo di una vera e propria odissea. La bambina viene dapprima rifiutata dal Pronto Soccorso perché è scaduta la tessera sanitaria del padre , in Italia dal 1997. (Per ottenere il rinnovo della tessera sanitaria avrebbe dovuto presentare la busta paga dell'ultimo mese e lui è stato licenziato sei settimane prima). Solo al secondo tentativo e dopo l'intervento dei Carabinieri la bimba è stata ricoverata, ma scarsamente assistita.

A Carugate, paese in cui vive la famiglia nigeriana, domenica 11 Aprile un corteo di 200 persone ha denunciato come la bambina sia morta " uccisa dalla burocrazia".

Ma si può parlare di "burocrazia" quando è in pericolo la vita di una persona, di un bambino? Se così fosse stato, saremmo di fronte ad una vera e propria violazione dei diritti umani.

Il fatto è di una gravità assoluta e purtroppo non è neppure un episodio isolato. Pochi giorni prima all'ospedale di Melzo era morto un bambino albanese di un anno e mezzo, rimandato a casa dal Pronto Soccorso.

Di fronte a simili episodi, noi donne non accettiamo di sentirci impotenti. Vogliamo denunciare questi fatti gravissimi che purtroppo non sono sintomi di malasanità ma di mancanza di sensibilità della società attuale. In particolare denunciamo la difficoltà di accedere alle strutture sanitarie da parte degli stranieri, soprattutto irregolari, anche se la legge prevede comunque assistenza per loro.

Non possiamo accettare l’idea che questo non sarebbe successo se la bimba fosse stata italiana!

Ora, su denuncia dei genitori per omicidio colposo, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta.

In attesa che si faccia luce sull’accaduto, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia nigeriana.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.


Gruppo UDI ‘Donnedioggi’ - Cernusco s/N e Martesana

Libera Università delle Donne - Cernusco s/N

sabato 27 marzo 2010

Una lettera dalla Bulgaria sul caso Gargantini

Leggo con certo stupore sui vari organi di stampa locali che alcune scelte dell’amministrazione sarebbero di stampo bulgaro. Premesso che la Bulgaria sta a migliaia di chilometri e che non ci siamo mai stati nemmeno per turismo, e che l’ultimo editto bulgaro che ricordo venne lanciato da un premier di destra, voglio sottolineare come in questi due anni e mezzo di amministrazione Comincini TUTTE le scelte siano state condivise fra TUTTI i componenti della maggioranza, coinvolgendo sempre i consiglieri e i segretari di partito e, per le questioni piu’ rilevanti, anche i direttivi dei partiti di maggioranza.
Stupisce leggere una simile affermazione quando, per citare, ad esempio, il PGT, la maggioranza Comincini ha coinvolto tutta la città, pubblicamente, prima durante e dopo la stesura del pgt stesso; partiti politici, semplici cittadini, professionisti e imprenditori sono stati incontrati per spiegare in maniera trasparente le linee guida del pgt e per ricavarne spunti e contributi.
Inoltre, sempre la maggioranza ‘bulgara’ ha creato le consulte, strumenti di partecipazione, di cui lo stesso Gargantini ha fatto parte ma dalle quali (la consulta dello sport) si è poi dimesso perche’ in disaccordo con le scelte dell’amministrazione e in contrasto con le scelte delle società sportive. Qui non c’entra la Bulgaria: qui c’entra la capacità di lavorare e stare in sintonia con altri consiglieri, assessori o rappresentanti delle società sportive.
Spiace rilevare come spesso il consigliere Gargantini non si sia presentato alle riunioni di maggioranza, riunioni nelle quali si condividevano importanti scelte amministrative. Va riconosciuto al consigliere Gargantini di aver avanzato proposte alternative ma va altrettanto correttamente rilevato che queste proposte sono state analizzate, prese in considerazione ma anche spesso scartate da TUTTI, non dai bulgari di turno, perche’ irrealizzabili o irricevibili; altre volte è accaduto che tali proposte si discostassero dal programma elettorale che ci ha permesso di essere eletti e conseguentemente non accettate.
Bene, in un meccanismo democratico si decide a maggioranza cosa fare (e Vivere Cernusco non ha la maggioranza dei consiglieri di governo della città) e una volta deciso ci si allinea alle posizioni che TUTTO il gruppo fa proprie. Quando accadono situazioni come quella del consigliere Gargantini, onestà intellettuale e senso di responsabilità (e non richiami da parte del proprio partito) vorrebbero un allineamento delle posizioni. E’ come se, in una squadra di calcio, i giocatori che non fossero pienamente d’accordo con la tattica dell’allenatore facessero autogol (il voto contrario in consiglio comunale) anziche’ provare a vincere tutti insieme (il voto favorevole); se non si sta piu’ bene in una squadra, o la si cambia o si cambia sport.
Tutti noi consiglieri siamo stati eletti sia per chi siamo, sia perché facciamo parte di un programma di governo e della coalizione di un determinato sindaco; quando le proposte avanzate o i voti in consiglio comunale fossero difformi da questo programma sarebbe molto saggio abbandonare la scena politica.
Accade invece che il consigliere Gargantini, comportandosi esattamente nello stesso modo di quei politici che spesso critica, si tenga il ‘cadreghino’ e non lasci il posto a chi possa essere invece perfettamente in linea con il programma di governo della città.
In sintesi abbiamo un consigliere, il Gargantini, che dapprima lascia la consulta (organo non propriamente politico ma composto per larga parte da rappresentanti delle società sportive) e poi entra in contrasto con il partito e la maggioranza di appartenenza.
Fa tutto lui, ma invoca la Bulgaria per giustificare le proprie scelte di comodo….. Troppo comodo non assumersi le proprie responsabilità. E non si capisce perche’ debba appoggiare la maggioranza da fuori e non da dentro… anche questo troppo comodo!
Appare anche altrettanto singolare che alcuni soggetti politici saltino sul ‘carro Gargantini’, come se il consigliere Gargantini avesse voce in capitolo sulle scelte della città.
Abbiamo cosi’ una lista di ’liberi pensatori’ che non hanno visibilità in consiglio comunale (dopo una sonora batosta elettorale) che cercano una sponda nel Gargantini per assumere un po’ di peso, e la Lega che lo considera un interlocutore importante per avanzare proposte per la città.
Mi sembra poco credibile che la Lega sia cosi’ sprovveduta da pensare che grazie ad un sodalizio con il Gargantini possa influenzare maggiormente le scelte amministrative della città, cosi’ come vorrei proprio vedere come faranno, i vertici della Lega, a spiegare ai propri elettori che sia importante collaborare strettamente con un consigliere che parla, non solo, ma spesso e legittimamente, di moschee, diritti dell’omosessualità ed altri temi importanti o interessanti ma che poco c’entrano con il governo di una città e, soprattutto, con il ‘celodurismo padano’.
Mentre la Lega e Gargantini discutono di queste importanti questioni morali, la maggioranza Comincini continua, compatta, a governare Cernusco, a concentrarsi sul PGT e sugli atti e gli indirizzi che possano aumentare la qualità della vita della nostra città.
E’ cio’ che abbiamo promesso agli elettori in campagna elettorale ed è cio’ che stiamo portando avanti con decisione e pieno appoggio da parte della città.

Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

mercoledì 24 marzo 2010

10 Marzo 2010 – Serata incontro dal titolo: Speculazione edilizia: destino inevitabile delle nostre città?

Il 10 marzo si è tenuto un interessante incontro-dibattito sui temi urbanistici. Stimolo per la discussione e filo conduttore per alcuni temi, i contenuti del libro di Mario De Gaspari, già sindaco di Pioltello e professore universitario, dal titolo ‘Il malessere della città’.
La serata è stata suddivisa in due momenti: il primo in cui sindaco Eugenio Comincini, l’assessore al territorio Giordano Marchetti, l’arch. Antonio Longo (ricercatore del politecnico) e Mario De Gaspari hanno illustrato alcuni spunti di riflessione in ordine allo sviluppo urbanistico delle nostre città e all’intreccio sempre più stretto fra finanza e operazioni edilizie; il secondo momento è stato caratterizzato da una vivace ed interessata sessione di domande e risposte che ha dato modo di sviluppare ulteriormente, con in numerosi presenti, quanto espresso in precedenza.

In questa sintesi ci concentriamo soprattutto sulle riflessioni emerse sul rapporto sindaci-speculazioni edilizie e sulla domanda : “I sindaci sono vittime o carnefici di tali speculazioni”?
Da qualche anno gli amministratori locali sono alle prese con dei conti sempre più difficili da quadrare a causa dei minori introiti che il governo centrale trasferisce ai comuni, e contemporaneamente, con la tentazione di utilizzare entrate straordinarie, come gli oneri di urbanizzazione, anche a copertura di spese correnti (es. stipendio dipendenti, manutenzione immobili, etc).
Il risultato è che alcuni amministratori consentono insediamenti edilizi anche fuori da ogni programmazione per incassare oneri da applicare al bilancio. In pratica il governo centrale ha concesso la possibilità di svendere il gioiello di famiglia delle città, il territorio, risorsa finita, in esaurimento e non ricreabile, per ricevere dei soldi una a tantum che saranno usati per spese ordinarie.
Se sul piano finanziario si ottiene un fragile e non sano equilibrio di bilancio, sul piano urbanistico accade che, alcune scelte, non siano fatte dagli amministratori ma da chi si presenta alla loro porta offrendo grandi opere o soldi in cambio del permesso di costruire palazzine, o interi quartieri, in determinate aree.

Governare il territorio significa, invece, fare delle scelte e saper dire dei ‘no’ motivati a chi si presenta promettendo progetti fantasmagorici in cambio di un “semplice insediamento immobiliare” magari su un terreno agricolo. Poiché ogni nuovo insediamento residenziale porta con se’ la necessità di nuovi servizi ed attenzioni ed incide sulla qualità della vita di quanti già abitano l’area, di fronte ad insediamenti in contrasto con il progetto di città armonica che si vuole creare, l’approccio più responsabile consiste nel non accettare tali realizzazioni anche a fronte di ingenti risorse una a tantum per il comune.
Governare il territorio significa avere un progetto per la città, definire gli ambiti agricoli, quelli verdi a giardino pubblico, quelli a parco boschivo, quelli per servizi, quelli per insediamenti industriali, quelli per le abitazioni.

In altre parole definire cosa fare di un’area, passando dall’approccio: “c’e’ un pezzo di territorio quanti appartamenti ci costruisco”, all’approccio “c’e’ un pezzo di territorio come possiamo impiegarlo?”, ragionando su tutte le opzioni sopra descritte di cui una, una sola, è l’edificazione di appartamenti.

Si è discusso quindi del Piano di Governo del Territorio (PGT) in fase di adozione, con il quale l’attuale amministrazione sta tracciando le linee di sviluppo della Cernusco del decennio che viene. Come tutti gli strumenti non è buono ne cattivo in se, dipende da come lo si utilizza. L’idea che questa amministrazione ha del PGT è che per mantenere/aumentare la qualità della vita della città, bisogna diminuire la pressione edificatoria sul territorio di Cernusco, migliorare la viabilità, preservare corridoi ecologici, definire le regole per gli insediamenti edilizi e i servizi per i cittadini, per dare vita, insomma, a tutto quanto significa governare il territorio.

In un’ottica generale che vede i sindaci sia vittime (di un bilancio sempre più difficile da quadrare, della possibilità di applicare gli oneri a spese correnti, delle minori entrate causate dal governo centrale) che carnefici (quando effettuano scelte scellerate a devastazione e cementificazione del territorio al di fuori da ogni programmazione e bisogno reale dei cittadini), noi preferiamo pensare a sindaci protagonisti nel determinare il futuro armonico e nel mantenere/aumentare la qualità della vita del territorio in cui si vive.

Fabio Colombo e Roberto Codazzi

domenica 10 gennaio 2010

Federalismo fiscale, Fabio Colombo interroga il Sindaco

Consiglio comunale del 16 dicembre 2009: interrogazione sul federalismo

Egregio signor sindaco,
il nostro consiglio comunale si è già piu’ volte espresso in merito alla utilità che una riforma federalista seria avrebbe per il nostro paese e per il nostro comune; abbiamo votato ed approvato una mozione, abbiamo piu’ volte dibattuto anche in sede di bilancio ed abbiamo auspicato che finalmente e in tempi brevi venga applicata una riforma federalista dello stato che, da un lato, possa garantire il mantenimento di importanti risorse sul territorio che le genera e, dall’altro, non perda di vista una visione di insieme di paese in ottica di contribuzione alla spesa pubblica.

Considerando

- che da qualche tempo lei, sig. Sindaco, fa parte dell’ANCI ed avrà certamente avuto incontri e approfondimenti su quanto in oggetto e sulla sua futura applicazione, se mai verrà fatta;
- che la costituzione della riforma federalista è totalmente in carico al governo centrale di Roma e quindi, sotto la guida del PDL e della Lega, e che le amministrazioni locali mi risulta abbiano poca voce in capitolo se non tramite eventuali coinvolgimenti tramite ANCI;
- che, le informazioni che si possono raccogliere da organi di stampa e dai media fanno riferimento ad una riforma federalista lenta, che non decolla, che forse partorirà una creatura che scontenterà molte amministrazioni locali e che verrà attuata solo fra molti anni;
- che questa presunta lentezza del governo centrale di Roma, la Roma ladrona come ama chiamarla qualche partito che ormai pero’ frequenta Roma in pianta stabile da parecchi anni, è allarmante visto che gli effetti del federalismo non sono ancora noti per i comuni e visto che i tempi non sono ancora certi,

la interrogo per chiederle:

- come, in qualità di sindaco di un comune, è stato o è coinvolto, a fini consultivi o per altro, nel processo in atto sulla costituzione della riforma federalista direttamente dal governo centrale o dall’ANCI
- quali azioni o richieste in seno all’ANCI o verso il governo centrale sta portando avanti come istanza del comune di Cernusco sul Naviglio sul tema federalismo;
- quali azioni o istanze l’ANCI Lombardia, guidato dal sindaco di Varese, in quota Lega, sta portando avanti in seno al governo centrale;
- se risponde al vero cio’ che ho sopra illustrato in merito a incertezza di tempi e di attuazione;
- sulla base delle informazioni in suo possesso, quale sarà l’anno in cui la riforma federalista verrà attuata.

Ringraziandola per l’attenzione e per le risposte la saluto cordialmente.

Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

giovedì 24 dicembre 2009

Intervento di Fabio Colombo sul Bilancio 2010

Con questo intervento esprimo la soddisfazione del gruppo consigliare di Vivere Cernusco per il bilancio che andiamo a votare questa sera.
Siamo soddisfatti perché i punti cardine e gli interventi previsti del documento di bilancio sono coincidenti con la sintesi fatta fra tutte le forze di maggioranza, anche recentemente, confermando quindi il percorso amministrativo stabilito due anni orsono.

Senza entrare nei particolari e senza pretendere di essere esaustivo cito gli interventi per:
  • scuola: con ingenti stanziamenti per la manutenzione e per la costruzione della nuova scuola pubblica a nord della città;
  • viabilità: è confermato il programma di creazione e ristrutturazione di strade, piste ciclopedonali e marciapiedi, nonché del centro storico;
  • servizi alla persona: dove si continua a prevedere servizi sempre migliori e sempre piu’ mirati per disabili, anziani e persone in difficoltà;
  • strutture sportive: con interventi provvisori a supporto delle società sportive mentre si costruisce la nuova piscina, fiore all’occhiello una volta completata, e si ristruttura il centro sportivo di via Buonarroti stanziando, per entrambi, importanti fondi;
  • cultura: dove vengono previsti fondi per iniziative culturali di qualità e di ampio respiro
  • cooperazione: vengono confermati gli importanti stanziamenti dello scorso anno
  • altro….

Tutto questo in uno scenario normativo che crea una sorta di corsa ad ostacoli per un comune nel redigere il bilancio e nel reperire i fondi e le risorse per dare alla città i servizi di cui necessita.
E’ infatti in atto una sorta di federalismo al contrario (e questo è un fallimento della politica di Lega, soprattutto, e PDL a Roma) che sta tagliando sempre piu’ i contributi per i comuni e che ‘risucchia’ risorse verso il governo centrale anzichè lasciarle sul territorio.
Questa dinamica sta facendo sorgere una profonda spaccatura fra i sindaci, di centro sinistra o di centrodestra, e il governo centrale; il governo centrale pare complicare la vita ai comuni e attua una politica inconcludente sul fronte del federalismo e della efficienza della gestione finanziaria degli enti locali (patto di stabilità).
Comprendo le difficoltà del consigliere Rocchi della Lega e gli sono vicino in questo momento di ‘dolore’, politicamente parlando, visto che non riesce ad ottenere soddisfazione da parte del suo partito.
La Lega infatti a Roma, non produce risultati ma naviga a vista in maniera inconcludente e per questo motivo il consigliere chiede a noi di applicare il federalismo, che non esiste, a Cernusco, proponendo un ‘inciucio’ per giungere a questo risultato.
Caro consigliere, glielo dico in maniera cortese, premesso che gli inciuci non ci piacciono e non pensavo fossero anche nel suo stile (sempre dichiaratamente ‘padano’, oltre che nel gergo dalemiano) non chieda a noi di prenderci responsabilità che non ci competono ma faccia pressione sul suo partito, la Lega, affinché ottenga finalmente ciò in cui crede.
I comuni, almeno quelli virtuosi, fanno la loro parte tutti i giorni; è urgente che anche il governo centrale faccia la sua, cominciando ad allentare i vincoli legati al patto di stabilità (che impedisce di utilizzare ingenti risorse di un comune, anche se i bilanci dello stesso sono in regola, come nel nostro caso).

Emendamenti proposti
1) I consiglieri Cassamagnaghi ed Angrisano hanno proposto due emendamenti, la dotazione di un pianoforte per una scuola e un ulteriore finanziamento per la scuola civica di musica, pari a circa 15.000 euro in totale. Ritengo che su un bilancio di 49 milioni di euro si possano trovare i fondi per soddisfare queste esigenze e quindi annuncio che il mio gruppo voterà positivamente in merito.
2) Con il suo emendamento la Lega ci chiede di cancellare gli stanziamenti per la nuova scuola, dicendoci quindi che non la vuole, e di fare un’operazione finanziaria alternativa che porta vantaggi irrisori per il comune. Considerando che, come detto prima, la scuola rimane una priorità della città, il mio gruppo non voterà a favore dell’emendamento.

Dichiarazione di voto : alla luce di quanto appena descritto e sottolineando che gli interventi previsti nel bilancio sono finalizzati a migliorare la qualità della vita dei cittadini cernuschesi, il gruppo consigliare di Vivere Cernusco voterà convintamene a favore.


Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

lunedì 30 novembre 2009

Intervento sul Piano di Diritto allo studio di Colombo e Fedeli

Questo Piano di Diritto allo Studio ci vede particolarmente soddisfatti perché mantiene l’ottimo impianto già incluso nella versione precedente, consolidando alcuni importanti interventi, e perché porta innovazioni e prevede nuovi servizi; punto qualificante del piano è senz’altro la definizione dei rapporti, in maniera dettagliata e condivisa, fra autonomia scolastica, studenti, famiglie e comune sulla base del principio di correlazione tra le parti.
La bontà di questo piano e tutti gli interventi già effettuati o in corso di effettuazione per la scuola dimostrano che questa maggioranza crede fortemente nella scuola e opera seriamente per essa.
Infatti, limitandoci a citare gli interventi sulle strutture scolastiche, nell’ultimo periodo la nostra amministrazione ha:
- creato il Centro Diurno Disabili, appositamente concepito per rispondere con qualità ai bisogni dei disabili e per liberare spazi nella scuola di via Buonarroti;
- ottenuto gli insegnanti necessari per rispondere a tutte le necessità, almeno per questo anno, della scuola cernuschese grazie alla forte determinazione di assessore e sindaco;
- promosso la sottoscrizione e, a sua volta, sottoscritto il protocollo di intesa che consentirà alle scuole Aurora e Bachelet di costruirsi un proprio edificio scolastico, generando la liberazione di spazi nelle scuole pubbliche del Secondo Circolo.
A questi interventi si aggiungerà prossimamente la realizzazione della nuova scuola pubblica che costruiremo per garantire un servizio scolastico vicino alle nuove espansioni residenziali, evitando quindi scomodi ed inquinanti attraversamenti della città da parte di numerosi cittadini.
Sottolineando che la stesura di questo Piano di Diritto allo Studio è avvenuta con la partecipazione delle scuole, che sono gli attori più importanti sul tema in questione, annuncio che il gruppo consigliare di Vivere Cernusco vota a favore di questo Piano.


Fabio Colombo Daniele Fedeli
Capogruppo di Vivere Cernusco Consigliere Comunale Vivere Cernusco

martedì 10 novembre 2009

Intervento di Giordano Marchetti in Consiglio Comunale

Al termine del dibattito in aula l'assessore al territorio Giordano Marchetti ha effettuato un intervento in risposta agli stimoli sorti durante la discussione.


Il dibattito in aula di questa sera è stato sicuramente interessante, vivace e ricco di spunti.
Da un lato i Consiglieri di maggioranza che ringrazio per come hanno sostenuto e riconosciuto, nei loro interventi, la bontà del protocollo d’intesa; dall’altro i Consiglieri di minoranza con interventi che non fanno altro che confermare in me la convinzione di come, da un po’ di tempo, si è scelto di perseguire un disegno teso a deformare la realtà per confondere l’opinione pubblica.
Certo in questa gara qualcuno risulta essere più abile e convincente, qualcun altro meno, ma la sostanza della questione non cambia.

E così anche l’intesa raggiunta tra gli Operatori e l’Amministrazione Comunale sul destino dell’area Mat Plast non sfugge a questo gioco teso a offuscare la realtà.
  • Non conta più il risultato, credo storico, di aver dato soluzione, dopo oltre 25 anni, alla coabitazione forzosa nelle medesime strutture comunali della scuola pubblica e della scuola paritaria;
  • Non conta più aver dato nuove prospettive di spazio che significa dare sviluppo qualitativo dell’offerta e del servizio scolastico cernuschese nel suo insieme;
  • Non conta più aver riportato il rispetto in quell’area delle destinazioni d’uso previste nel PRG;
  • Non conta più aver definito, oltre che la realizzazione della scuola paritaria, l’attuazione di strutture a carattere universitario capaci di dare, per un verso risposte alla preoccupazione degli studenti fuori sede che gravitano sugli atenei milanesi e cioè la mancanza di posti letto in ambienti dignitosi e a prezzi ragionevoli, e dall’altro di far finalmente allargare lo sguardo della nostra città oltre i suoi confini.
Ecco tutto ciò non conta.

Anziché entrare nel merito della questione si parla a slogan e si focalizza il dibattito e l’attenzione sugli slogan.
“Cemento buono – cemento cattivo”; “Fate la stessa volumetria che avevate a suo tempo contestato”, “Vi proclamate ambientalisti a parole poi nei fatti cementificate”;”Operazione immobiliarista” “ Campus no e sì al trasferimento dell’IPSIA”; e via di questo passo.

Insomma l’obiettivo è quello di far apparire l’Assessore, il Sindaco e la Giunta come degli incapaci perché continuano a prendere decisioni urbanistiche prive di una visione organica di pianificazione della città e soprattutto mostrarli ai mass media come i cementificatori della peggior specie neppure, lontanamente, comparabili con chi li aveva preceduti.

Allora, stando così le cose, è il caso di rimettere al centro dell’attenzione i fatti, la loro sequenza temporale.
Forse solo così si potrà capire il percorso che ci ha portato a definire questo protocollo.

Come già detto nel mio intervento di apertura ad aprile del 2007 la Giunta guidata da Cassamagnaghi faceva adottare al Consiglio Comunale, in variante al PRG, un PII (Piano Integrato di Intervento) molto articolato, presentato tra gli altri dalla proprietà dell’area Mat Plast, che consentiva sull’ambito in questione la realizzazione di 45.000 mc di edilizia residenziale (tradotto oltre 200 appartamenti) più 3000 mc di edilizia commerciale.
Poi quando tutto sembrava fatto, sono arrivate le elezioni.

La coalizione guidata da Cassamagnaghi perde e con il cambio di amministrazione il 02/08/2007 questa Giunta e questa maggioranza decidono di non approvare il PII adottato qualche mese prima.

Una scelta coraggiosa e un segnale di cambiamento molto forte alla città ma, che se non governata, - e lo sapevamo bene - avrebbe portato ad innestare con gli operatoti un conflitto dalle conseguenze non stimabili.

Rammento che il PII aveva improvvisamente fatto acquistare a delle aree vincolate a servizi, e dunque bloccate e poco redditizie, un valore di mercato incrementato di almeno 10 volte.

Si è dovuto allora spiegare, a chi aveva visto andare inaspettatamente in fumo una prospettiva di guadagno allettante, che il quadro era mutato.

Si è dovuto far capire agli Operatori, in un clima - che lascio solo immaginare -, di tensione, diffidenza e forse disprezzo, che lì le case, con tutto quello che ne derivava, non sarebbero più state realizzate;

Si è dovuto chiarire agli Operatori che una soluzione la si poteva trovare ma solamente ragionando su quello che il PRG consentiva si potesse realizzare lì, e cioè attrezzature di interesse sovracomunale per l’istruzione, la sanità e l’assistenza, altrimenti la situazione esistente, vale a dire l’attività produttiva della Mat Plast, si sarebbe congelata per anni nelle medesime condizioni in cui si trovava e senza possibilità di espansioni;

Si è dovuto far capire agli operatori che l’interlocutore che si trovavano davanti, cioè il sottoscritto, nonostante avesse perseguito con tenacia quanto da sempre affermato, ovverossia che il PII adottato non poteva né doveva essere approvato, era attendibile quando dichiarava a loro la disponibilità dell’Amministrazione nel voler giungere ad un accordo soddisfacente; una credibilità riconosciuta forse anche in virtù della coerenza e della determinazione mostrata dal sottoscritto in tutta la questione del PII.

Ed è basandoci su questi presupposti che si è cominciato a tessere una tela diventata col tempo lunghissima.

Ricordo a tutti che una delle priorità di mandato di questa Amministrazione riguarda le scuole ed in particolare la creazione di nuovi spazi perché le strutture esistenti, nel breve periodo, senza interventi mirati non sono più in grado di sopportare il previsto aumento della popolazione studentesca con particolare riferimento alle scuole elementari e materne.

E allora se porzioni di edifici scolastici comunali erano (e sono) occupati dalla scuola paritaria Aurora Bachelet ci si è chiesto perché mai non ipotizzare un loro trasferimento coinvolgendo, da subito, la Cooperativa nella costruzione del nuovo destino che si intendeva delineare sull’area Mat Plast?

Certo bisognava, anche qui, far capire ai Referenti della Aurora Bachelet che dopo tanti anni un’Amministrazione comunale, seppur politicamente lontano da loro, era disposta seriamente a mettere a disposizione una reale soluzione, dal punto di vista logistico, alla scuola paritaria.
Anche in questo caso posso assicurare che il passaggio non è stato sicuramente facile.
Si sono dovute prima abbattere le naturali diffidenze frutto di diverse visioni ideologiche, culturali e politiche.
Si sono dovute superare le rigidità delle posizioni e le diffidenze sedimentate nel tempo per poter costruire un rapporto di fiducia reciproca.

Solo dopo, e solo in seguito alla disponibilità manifestata da tutti i soggetti coinvolti, si è cominciato man mano a parlare degli obiettivi concretamente realizzabili, vale a dire il trasferimento della scuola paritaria, conditio sine qua non per l’attuazione del Piano Particolareggiato, e della richiesta dell’Operatore di realizzare un campus universitario i ragione dell’esistenza di un mercato dell’edilizia per studenti gravanti sugli atenei milanesi.
Poi si sono affrontate le questioni derivanti dai vincoli urbanistici, i problemi legati ai costi/benefici dell’intero Piano e quelli della sostenibilità economicamente accettabile per ciascun soggetto coinvolto, e poi ancora la definizione delle garanzie sulla realizzazione delle opere e della loro destinazione futura.

E’ dal mix di tutto ciò che è uscito questo protocollo d’intesa.
Non è dunque un caso se per giungere a questo accordo ci sono voluti ben 2 anni.
Una trattativa lunghissima dove in più momenti, molto prima di oggi, si è arrivati sul punto di chiuderla ma anche che saltasse tutto.

Per tutto questo se il Consiglio Comunale questa sera approverà il protocollo d’intesa, non potrò che essere personalmente soddisfatto, ma più ancora lo sarò per le prospettive future che sia aprono alla città.

Con il passaggio di stasera si chiuderà, dopo lungo tempo, una fase e se ne aprirà un’altra, più tecnica, basata sulla determinazione del Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi, con altri due passaggi in consiglio comunale, prima di poter dare l’avvio ai lavori di realizzazione della prima opera e cioè la scuola paritaria.
So di essermi dilungato e chiedo scusa ma era un passaggio doveroso nei confronti non solo dei consiglieri.

Il protocollo d'intesa Mat Plast

Intervento di presentazione del protocollo da parte dell'assessore al territorio Giordano Marchetti

Questo punto dell’OdG in discussione riguarda il protocollo d’intesa per l’attuazione del Piano Particolareggiato 19 stipulato nei giorni scorsi tra l’amministrazione comunale, gli operatori proprietari dall’area MAT PLAST e il presidente della Cooperativa AURORA-BACHELET.
Con questo mio primo intervento mi limiterò a riassumere al meglio i contenuti di questo protocollo così che tutti i consiglieri possano avere un quadro di informazioni sufficientemente completo per la successiva discussione.

L’area interessata da questa intesa ha, nel PRG vigente, una destinazione urbanistica per attrezzature ed impianti per l’istruzione, sanità e assistenza di interesse sovra comunale ed una superficie pari a 29500 mq.
Le NTA ricomprendono poi tale area nel PP19 destinato all’ampliamento dell’ITSOS; destinazione che oggi risulta superata sulla scorta di una nota dell’Amministrazione provinciale pervenutaci in data 08/04/09.

Ricordo ai Consiglieri che detta area era stata oggetto, assieme ad un’altra area limitrofa, di un PII adottato dal CC nell’aprile del 2007 e non approvato, sempre dal CC nell’agosto del 2007; PII che prevedeva su quell’area un’edificazione di 48000 mc di cui 31000 di edilizia residenziale libera, 14000 di convenzionata e 3000 di terziario.

Gli operatori, a seguito della non approvazione del PII, avevano presentato un ricorso al TAR, tutt’ora pendente, in attesa di fissazione dell’udienza.

La scelta di questa amministrazione è stata quella di dare attuazione al PRG con il PP19 facendo su quell’area che cosa?
  1. Edificio scolastico per le scuole paritarie “AURORA-BACHELET” aventi oggi sede presso i plessi scolastici di via don Milani e Mosè Bianchi;
  2. Un campus per studenti universitari.

Dei 29500 mq del lotto ex PII MAT PLAST, 6000 mq verranno destinati alla scuola paritaria per la realizzazione di un edificio distribuito di 3000 mq di SLP, su tre piani, per complessivi 9000 mc.
Su rimanenti 23500 mq del lotto verrà realizzato il campus universitario di 12500 mq di SLP per complessivi 37500 mc di cui un primo lotto di 10000 mq di SLP ed i rimanenti 2500 da utilizzarsi solo per un futuro ampliamento entro il termine di 10 anni dalla approvazione del PP.

Per quanto riguarda la scuola paritaria va detto che per la riproposizione dei medesimi corsi oggi in vigore a Cernusco è necessaria una struttura scolastica di almeno 4000 mq di SLP e dunque la Cooperativa, se vorrà mantenere almeno le attuali dimensioni, dovrà provvedere, prima della adozione del Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica, ad acquisire un’altra porzione di area adiacente ed avente da PRG la medesima destinazione d’uso.

Disegnato il quadro d’insieme vediamo adesso quali sono i tempi, i vincoli e gli impegni che gli operatori hanno sottoscritto con questo protocollo d’intesa.
  1. Adozione entro 90 giorni dall’approvazione del protocollo d’intesa da parte del Consiglio Comunale di un PP dove in sostanza vengano definiti i due lotti da destinarsi a scuola paritaria e a campus universitario, attuabili con tempi e modalità separati.
  2. Ad entrambi i soggetti saranno applicati oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per attrezzature culturali (oggi fissata rispettivamente in 15.7 €/mq e 8.67 €/mq). L’onere relativo al costo di costruzione è invece riservato al solo campus universitario.
  3. Non è prevista la cessione di aree standard, né monetizzazione delle stesse trattandosi di edifici di servizio ad eccezione di un’area di circa 2500 mq da destinare a parcheggio pubblico in parte lungo via Masaccio ed in parte lungo via Buonarroti verso la cascina Gaggiolo.
  4. A totale carico degli operatori sono gli oneri della progettazione del PP oltre che la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva delle opere previste dal Piano per l’edilizia scolastica ed universitaria.
  5. Per un corretto assetto viabilistico del nuovo Piano sarà necessario eseguire, oltre ai citati parcheggi pubblici, una riqualificazione della via Masaccio. Anche tale opera sarà a carico degli Operatori. Sempre a carico degli Operatori è previsto poi un contributo di 200.000€ per opere pubbliche da eseguirsi nella zona.
  6. Le due strutture dovranno realizzare, all’interno delle loro aree, dei parcheggi pertinenziali da realizzarsi in superficie e/o sottosuolo. Per la struttura scolastica almeno 30 posti auto; per il campus universitario almeno 180 posti auto. Deve poi essere riservato uno spazio, in ciascuna struttura, per almeno 150 stalli per biciclette.
  7. L’edificio scolastico dovrà essere agibile entro il 30 luglio 2011 con contemporanea riconsegna degli spazi pubblici oggi occupati.
  8. La destinazione d’uso che verrà impressa dal nuovo PP 19 sarà per 20 anni dalla data di fine lavori di tutti gli edifici compresi nei due sub comparti singolarmente intesi e resterà vincolante per gli operatori. Solo successivamente gli operatori potranno chiedere all’Amministrazione comunale la stipula di una nuova convenzione per l’utilizzo degli edifici per funzioni conformi alla disciplina urbanistica che sarà allora in vigente.
  9. Come accennavo all’inizio del mio intervento a seguito della mancata approvazione del PII gli operatori avevano fatto ricorso al TAR.. Con questo protocollo d’intesa gli operatori si impegnano a rinunciare al ricorso pendente al TAR, e ad ogni altro contenzioso rinunciando ad ogni richiesta di danni connessa. L’atto formale di rinuncia verrà prodotto in originale prima dell’adozione del PP da parte del Consiglio Comunale.

Marco Erba (PD): l'Aurora Bachelet trova casa, più spazi per la scuola pubblica

L’amministrazione Comincini e la maggioranza al governo della città hanno ottenuto un altro clamoroso successo, dimostrando di saper porre rimedio agli errori urbanistici del passato targati centrodestra per indirizzare la città verso uno sviluppo armonico e soddisfacente. La soluzione alla quale si è giunti in merito all’area dismessa Matplast grazie alla mediazione della Giunta, al via libera del Consiglio Comunale e alla disponibilità degli operatori coinvolti risolve definitivamente molte annose questioni.


La storia

A beneficio dei lettori, va ricordato che quell’area era destinata dal piano regolatore a edifici con funzione scolastica ma, in virtù di uno sciagurato Piano Integrato di Intervento approvato dal centrodestra nella passata legislatura, si era aperta la strada all’ennesima colata di cemento privato. Una scelta folle, che avrebbe consentito la costruzione di un quartiere residenziale proprio di fronte all’Itsos, in un’area, quella a ovest, totalmente inadatta ad accoglierlo.

L’attuale maggioranza, subito dopo le elezioni, aveva evitato tempestivamente lo scempio stoppando il PII.


I vantaggi della scelta attuale

Ora, su quell’area, l’accordo prevede la realizzazione della scuola paritaria elementare e media dell’Aurora Bachelet e la costruzione di uno studentato per universitari. Senza dubbio una svolta netta e di qualità rispetto al passato.

In primo luogo, Aurora Bachelet avrà la possibilità di svilupparsi pienamente e ampliare la sua utenza in un’area di interesse scolastico, uscendo dalle aule delle scuole pubbliche di via don Milani e di via Mosè Bianchi che ora occupa e che, a fronte delle richieste di iscrizione, le andavano strette. Si svilupperà liberamente su un’area privata, senza soluzioni pasticciate come quella in cantiere all’epoca della Giunta Cassamagnaghi, che prevedeva la collocazione dell’edificio a Ronco, su un’area in parte pubblica (quindi appartenente a tutti i cernuschesi), che il Comune avrebbe svenduto all’operatore privato, con un prezzo talmente basso da suscitare perplessità tra i tecnici stessi dell’amministrazione.

In secondo luogo questo progetto consentirà la liberazione di aule per la scuola pubblica, che potrà così migliorare la sua offerta e rispondere alle esigenze più immediate dei cernuschesi con spazi adeguati.

In terzo luogo, la costruzione di uno studentato al posto delle case private in progetto nel PII ha una valenza indubbiamente superiore. Cernusco è collegata dalla metropolitana a Milano, sede di numerosissimi atenei, e gli spostamenti per gli studenti saranno facili. Soggiornando nello studentato, inoltre, gli studenti potranno compiere il loro percorso formativo senza incappare nelle piaghe che tutti conosciamo: affitti in nero e onerosi nelle grandi città, costi troppo elevati per ottenere un alloggio, sistemazioni precarie o sovraffollate. Attirando studenti sul proprio territorio Cernusco si apre a una importante dimensione sovra comunale, come il progetto della città metropolitana prevede, e favorisce una maggiore presenza giovanile in città, anche a beneficio delle attività commerciali.

Si sa che l’amministrazione sta trattando per il trasferimento della facoltà di scienze motorie dell’università di Milano nella nostra città. Le trattative continuano. Tuttavia la realizzazione dello studentato, come risulta evidente, non è legata all’arrivo di Scienze Motorie, ma ha una sua logica indipendente. In seguito, qualora tutto andasse a buon fine, si potrebbero creare ulteriori positive sinergie. Il fatto che l’operatore privato abbia concordato nelle trattative la realizzazione di uno studentato e la certezza che nessun imprenditore è autolesionista per partito preso confermano che il progetto ha gambe per correre, nonostante lo scetticismo di qualche menagramo.


Le critiche

L’assoluta bontà di questo progetto è confermata dalle critiche arrabbiate che i più faziosi oppositori stanno riversando sulla maggioranza. Con questo accordo stiamo accontentando tutti. Tuteliamo da un lato il principio della libertà di educazione, consentendo ad Aurora Bachelet di realizzare la sua scuola, risultato che i presunti paladini dei valori cristiani, che dal centrodestra usano la fede come un’arma elettorale, non erano riusciti a ottenere. D’altro canto, tuteliamo il diritto dei cittadini ad avere una scuola pubblica di qualità, garantendo spazi adeguati alle richieste. Tutta questa operazione, a costo zero per i cernuschesi, dimostra come la città sia amministrata da una squadra di persone non accecate dall’ideologia, come un’opposizione a corto di argomenti cerca di descriverci, ma dotate di senso pratico e capaci di riconoscere a ogni soggetto i propri diritti.

Certo, brucia perdere delle argomentazioni, ma il livore non paga mai, anzi suscita ironici sorrisi. Come quelli che scappano leggendo il tanto ridicolo quando isterico intervento dell’UDC su Cernuscoinsieme. Strano che i paladini del cristianesimo ostentato in politica bollino Aurora Bachelet come una “scuola confessionale”, manco fosse un luogo di indottrinamento talebano. Strano che i paladini del cristianesimo falliscano anche sul fronte satirico, parlando di Gesù che “nel dipinto fiorentino (Il tributo di Masaccio) paga una gabella d'ingresso in città facendo pescare a san Paolo un pesce che ha in bocca una moneta d'oro”. Ma dove? Il tributo si riferisce alla tassa del Tempio, non a quella, mai citata neI Vangeli, di ingresso in città. Inoltre, a pescare il pesce per poi pagare il tributo è San Pietro, come si vede chiaramente dal colore delle vesti, e non San Paolo, che si converte al cristianesimo solo dopo la resurrezione di Gesù… Cari udicini, dovreste studiare meglio l’arte e il Vangelo, come il vostro leader Casini dovrebbe applicare meglio nei fatti quei valori della famiglia unica e indissolubile che si arroga di rappresentare…..

Marco Erba
Capogruppo Partito Democratico

sabato 7 novembre 2009

Intervento di Fabio Colombo sull'accordo per l'ex-Mat Plast di via Masaccio

Questa sera ci apprestiamo a votare un atto fondamentale, una pietra miliare, del buon governo della maggioranza Comincini. E’ un atto storico in quanto questa sera, la nostra amministrazione risolve un problema che dura da venticinque anni e che riguarda la scuola, uno degli ambiti piu’ importanti da rendere funzionali ed efficaci.
Dietro la semplice sigla PP19 leggiamo importanti risposte per la scuola, l’utilizzo di un’area già edificata per la costruzione di una scuola e di un pensionato studentesco e la concretizzazione di uno stile politico pragmatico, volto a risolvere i problemi della città in maniera organica, senza barriere ideologiche e senza svendere il territorio per fare cassa.
Questo è un atto che fa la differenza fra una amministrazione normale ed una ottima amministrazione comunale: è un atto che risolve definitivamente alcuni problemi e traccia la via per la soluzione di altri, ed anche per questo è un atto per il quale la nostra amministrazione sarà ricordata.

In primo luogo perche’ coerentemente con quanto deciso non appena insediati al governo della città, bloccando il PII su via Masaccio, in linea con quanto promesso ai cittadini in campagna elettorale, abbiamo lavorato con i privati per utilizzare quella stessa area in linea con il PRG, creando un nuovo insediamento, a servizi, su un’area già edificata. Possiamo anche dire che, solo in questo caso e per questo specifico ambito, il PRG ha ben previsto la destinazione di quest’area, asservendola a servizi scolastici. Va dato atto ai proprietari dell’area e alla cooperativa che gestisce la scuola paritaria, di aver collaborato con l’amministrazione per trovare una soluzione che ha richiesto molto impegno.

In secondo luogo con questa operazione viene data una risposta definitiva e risolutiva alle esigenze della Scuola Paritaria Aurora Bachelet che sarà pertanto in grado di potersi costruire un nuovo edificio scolastico in cui essere pienamente autonomi nell’esercizio della didattica e non piu’ ospitati in strutture pubbliche. E’ risaputa la posizione della nostra lista e di gran parte della nostra maggioranza sulla scuola paritaria ma qui’, altro motivo che voglio sottolineare, non si è guardato a questa o a quella ideologia ma al bisogno. La scuola paritaria è un diritto dei cittadini, svolge un servizio importante per la città e pertanto merita una risposta seria: chi la guida deve poterlo fare in maniera completa. Il comune non sborserà un euro per la sua costruzione e grazie a questa soluzione si libereranno preziose aule per la scuola pubblica.

Ed è anche bello riscontrare come alla scuola tutta e in special modo mi riferisco alla paritaria, i cui fondatori sono parte o sono vicini al PdL, sia stata data risposta da questa maggioranza, di centro sinistra, dopo il susseguirsi di giunte leghiste o di destra in cui la stessa Forza Italia ha militato. Penso che Cernusco abbia capito, anche grazie a questo atto, che stiamo governando per tutta la città, non solo per una parte di essa; che di fronte ad una necessità o ad un problema non agiamo in maniera ideologica ma lavoriamo pragmaticamente e praticamente per risolverlo.

Terzo: da stasera grazie alla maggioranza Comincini diamo una risposta organica alla scuola statale (elementare e media): in virtu’ dell’intervento sulla scuola paritaria si libereranno diciannove aule nel Secondo Circolo. L’occupazione di queste aule da parte dell’Aurora e Bachelet creava disagi alla scuola paritaria ma anche e soprattutto alla scuola pubblica poiché rendeva impossibile poter contare su questi importanti spazi per le esigenze didattiche. Rimane, comunque, la necessità di costruire una nuova scuola pubblica per risolvere definitivamente la necessità di spazi per i nostri ragazzi e per evitare che interi quartieri attraversino la città per portare i propri figli a scuola. Grazie allo spazio liberato potremo guardare al futuro piu’ serenamente, potremo addirittura ridurre le dimensioni della nuova scuola pubblica, rendendola piu’ velocemente realizzabile e anche piu’ leggera per le casse del comune.

Quarto: c’e’ chi parla di cemento buono e di cemento cattivo… Troppo facile e troppo comodo, nascondersi dietro slogan di fronte al successo della politica altrui. Ci sono alcuni consiglieri di minoranza che anziche’ riconoscere la bontà dell’intervento, criticano la scelta dell’amministrazione. Stanno in pratica dicendo che non vogliono trovare una soluzione per le scuole Aurora e Bachelet? Lo dicano chiaramente senza nascondersi dietro le frasi sulla natura del cemento usato… Alcuni di questi consiglieri hanno governato Cernusco ma non sono stati in grado o non si sono impegnati per trovare una soluzione ad una richiesta rimasta inascoltata per anni. Quando governavano la città e potevano fare effettivamente qualcosa per la scuola non hanno risolto il problema; questa sera parlano ma sono ormai fuori tempo massimo giacché non facendo nulla a tempo debito, hanno perso, oggi, ogni credibilità sull’argomento.

Ci vengono mosse pesanti ma infondate accuse in ordine alla ‘coerenza’ amministrativa e politica della nostra azione. Evidentemente i passaggi logici e gli atti concreti di questo protocollo non vengono colti.
A proposito di coerenza ci viene difficile accettare lezioni di urbanistica da un partito, la Lega, che, proprio sull’urbanistica ha le idee confuse. Infatti quando amministrava il comune di Vimodrone, ha consentito l’edificazione di palazzoni in riva al Naviglio (cito Vimodrone perche’ anche esponenti della Lega cernuschese come il cons. Rocchi militavano nella giunta che diede il via a quell’opera troppo a ridosso del naviglio), in regione crea una legge fortemente voluta dall’ass. Boni, (di cui lo stesso cons. Rocchi è parte della segreteria particolare) come il piano casa, che prevede la possibilità di aumentare i volumi di cemento previsti nelle città, a Cernusco (Rocchi è segretario locale della Lega) raccoglie firme contro la cementificazione ma, sempre a Cernusco, non si presenta in consiglio comunale per votare l’adozione restrittiva dello stesso piano casa…

L’atto di questa sera parte da lontano: la scelta, due anni fa, di cancellare il PII su via Masaccio ha evitato di identificare un’area ‘verde’ da destinare alla scuola paritaria oltre ad evitare la costruzione di condomini di fronte all’ITSOS. Invece, grazie a quella scelta, oggi discutiamo solo dell’insediamento di una scuola su un’area già edificata, peraltro in linea con il PRG. Questo è un grande risultato ed un risparmio di territorio rispetto a quanto ci avrebbero indotto a fare le scelte dell’amministrazione Cassamagnaghi se il PII fosse andato a buon fine!

Quinto. Con il pensionato studentesco apriamo la città a nuovi potenziali clienti di negozi, bar, ritrovi e ci auspichiamo che questo possa giovare agli esercizi commerciali. In aggiunta a ciò i cernuschesi potranno a loro volta giovare dei servizi che avrà il pensionato. E’ un modo per rilanciare la città creando un blocco di servizi che altre amministrazioni limitrofe vorrebbero ma non sono ancora riuscite a realizzare.

Conclusione.

Faccio i complimenti all’assessore Marchetti, al sindaco e a quanti dell’amministrazione hanno lavorato su questo, a tratti estenuante, atto, ringraziandoli per il grande risultato conseguito e per lo sforzo profuso.

Tassello dopo tassello sta delineandosi chiaramente il nostro progetto di città: cito ad esempio la ‘presa in carico’ e il CDD per i servizi sociali, la creazione di nuove sezioni della scuola dell’infanzia, il rimodernamento degli assi viabilistici e la creazione di piste ciclabili, il vincolo a parco di vaste aree della città, ed altro che sarà previsto nel Piano di Governo del Territorio che approveremo prossimamente.

La direzione tracciata questa sera pone le fondamenta per costruire la soluzione definitiva dei problemi della scuola a Cernusco e si inserisce in un percorso che, al termine del mandato, lascerà una Cernusco trasformata, migliore e riconosciuta fra le città con la piu’ alta qualità della vita.

Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

(*) C’e’ di piu’: questa sera il consigliere Cassamagnaghi erano fra coloro che hanno pensato ed adottato il PRG, con l’allora sindaco Frigerio, che prevedeva la destinazione a servizi scolastici per l’area di via Masaccio; qualche anno dopo questi stessi componenti, Cassamagnaghi incluso perche’ diventato sindaco, propongono un PII per destinare appartamenti sulla stessa area, in contrasto con una scelta urbanistica che loro stessi avevano condiviso in precedenza.

sabato 10 ottobre 2009

Intervento di Fabio Colombo sulle indicazioni comunali per il Piano Casa della Lombardia

L’attuazione del P.C. che andiamo a fare questa sera denota coraggio da parte di questa amministrazione e di questa maggioranza:
- il coraggio di selezionare ben più di limitate aree da escludere dalle linee del Piano Casa
- il coraggio della coerenza nel minimizzare il carico edilizio oltre quanto già previsto ed inevitabile, ahime’, del PRG vigente e oltre quanto già delineato come progetto di territorio e dei servizi inclusi nel PGT

Abbiamo fatto una scelta precisa a governo del nostro territorio, evitando che qualcuno fuori da Cernusco decida per noi su temi importanti quali l’urbanistica e il territorio, soprattutto con un tentativo di rompere già delicati equilibri.

Tengo a sottolineare che con l’adozione di questa sera non togliamo alcun diritto ad alcun cittadino:
tutto cio’ che un cittadino, alla luce delle regole urbanistiche del nostro comune, poteva fare puo’ continuare a farlo. Adottando parzialmente il piano casa lasciamo esattamente le cose come stanno, non togliamo nulla a nessuno. E questo è importante specificarlo per evitare incomprensioni o per fare chiarezza se qualcuno agitasse, come già fatto, false interpretazioni.

Sia ben chiaro: non siamo contrari al Piano Casa in se’ visto che i temi che un piano casa intende affrontare sono molto seri.
Il tema della casa, della crisi finanziaria e la necessità di rilanciare l’economia, il tema del costruire sul preesistente al fine di risparmiare fette di territorio.
A nostro avviso, tuttavia, la risposta data con questo Piano Casa non denota che questi temi siano stati affrontati con la dovuta importanza o efficacia:
- non ci sono vincoli paesaggistici, anzi il P.C.va in deroga a leggi e vincoli preesistenti e se non opportunamente arginato potrà produrre ‘danni’ al paesaggio; ad esempio in regione lombardia si potrà costruire in riva ai laghi senza particolari vincoli di rispetto del paesaggio;
- la legge nazionale non prevede vincoli su costruzioni abusive; qui’ l’interpretazione di qualche amministratore locale troppo ‘creativo’ potrebbe portare ad edificare con bonus su fondi agricoli o territori a verde;
- il problema della casa per chi è in difficoltà è solamente sfiorato e il P.C. non da risposte concrete in termini di edilizia convenzionata o accesso alla casa da parte di chi ha piu’ bisogno in tempi di crisi;
- non pensiamo che sia uno sconto sull’onere di urbanizzazione (che pesa un’inezia sui costi totali di costruzione) a rilanciare il comparto, cosi’ come non pensiamo che sia questo il comparto giusto che possa far rilanciare l’economia visto che è quello che restituisce meno alla collettività intermini di sviluppo economico, avendo un’alta rendita per l’operatore.
- non ci sono vincoli o requisiti sul risparmio ed efficienza energetica che siano piu’ restrittivi o innovativi rispetto a quanto adottato già dal comune;
- non ci sono particolari vincoli sui centri storici o su aree di pregio
- mette in difficoltà le amministrazioni comunali privandoli degli oneri di urbanizzazione, che sono importanti risorse dirette che servono a fornire servizi alla città (alla faccia del federalismo che dovrebbe aiutare i comuni e lasciare sul territorio le finanze e i proventi comunali)

E’ una legge che parte vecchia, dal punto di vista della concezione; sembra piu’ una scelta demagogica e ad effetto che una qualcosa che possa realmente portare benefici ai cittadini. Sembra un: ‘cosi’ facciamo vedere che facciamo qualcosa’ senza pero’ dare alcuna seria risposta in termini di sviluppo.

A livello locale, nel frattempo, assistiamo ad un fenomeno particolare. Nei giorni scorsi i giovani della Lega (si la stessa Lega che a Roma e al Pirellone fa leggi come questa che non preservano e non vincolano il territorio, la nostra identità agricola ed il paesaggio e che consentono di aumentare cemento) raccolgono firme contro la cementificazione, la stessa che è stata prodotta dal centro destra locale, di mantenere intatto il territorio e di de-urbanizzare alcune aree. Mai ci saremmo aspettati di avere un alleato contro la cementificazione e contro questa legge nei giovani padani, a disobbedire i loro capi romani e lombardi e a raccogliere firme anche contro di loro. Grazie ragazzi, andate avanti cosi’….!!).
Tra l’altro questa sera in consiglio sono assenti entrambi i consiglieri della Lega, sarà sicuramente una coincidenza; a pensare male si potrebbe ipotizzare che siano stati in imbarazzo a votare contro il Piano Casa voluto dai loro vertici, visto che a loro volta sostengono l’opera dei giovani padani, o no …. ?

Il percorso seguito dalla nostra maggioranza per l’adozione di questo Piano Casa è presto detto: si è provveduto ad identificare le parti del territorio di Cernusco nelle quali le disposizioni del piano casa non trovano attuazione, in piu’ si sono attuati in positivo, molto piu’ in positivo rispetto alle prescrizioni della legge, i dettami previsti dalla stessa legge, con l’obiettivo di evitare danni troppo gravi al patrimonio urbanistico, edilizio, agricolo e territoriale della Lombardia.
Alla luce di cio’ l’applicazione della legge regionale sul piano casa è limitata a pochissime eccezioni mentre non viene applicata alla grande maggioranza del territorio e delle aree di Cernusco.
Questi, fra gli altri, i motivi principali:
- la preservazione ed il rispetto delle aree di pregio ambientale e paesaggistico
- il rispetto delle aree di centro storico
- lo scongiurare il pericolo di applicare un carico di mc di edificato aggiuntivi in aggiunta a quanto già, troppo diciamo noi, previsto dal Piano Regolatore in vigore
- il mantenimento degli oneri di urbanizzazione, con i quali il comune è in grado di provvedere alla creazione dei servizi (viabilistici, pubblici, etc) per le nuove edificazioni
- il mantenimento degli standard energetici previsti dal regolamento del nostro comune, già piu’ avanzati e moderni rispetto a quanto previsto nella legge regionale

Ora è chiaro perche’ mi sono riferito al coraggio del nostro comune nell’identificare le aree di non applicazione: la legge prevedeva che la non applicazione fosse possibile su piccole aree del territorio mentre Cernusco ha identificato, con salde e serie motivazioni, vaste porzioni di territorio in cui non applicare la legge.

Con questo voto, con questa modalità di applicazione del piano casa sta tutta la differenza fra chi ha governato Cernusco negli ultimi anni ed il centro sinistra di Comincini: una differente concezione dell’uso del territorio, non visto piu’ come una risorsa da barattare per fare cassa a fronte di nuove edificazioni, e l’uso del territorio responsabile, consapevole, rispettoso delle tradizioni, della qualità della vita e della volontà dei cittadini che due anni orsono, votando la nostra maggioranza, hanno chiesto di voltare pagina

Fabio Colombo
Capogruppo di Vivere Cernusco

Cena di VIVERE Cernusco 2009

anche quest’anno VIVERE CERNUSCO organizza la tradizionale cena alla quale sono invitati tutti coloro che sono vicini al nostro movimento. È un’occasione per ritrovarci, parlare, condividere idee e proposte per la nostra città. La partecipazione di tante persone a questo appuntamento conviviale ha sempre rappresentato per noi un sostegno, non solo economico, che ci conforta nel nostro impegno politico.

La cena si terrà
venerdì 23 ottobre, alle ore 19.30,
nel salone dell’associazione “Amici del Tempo Libero”
in piazza Matteotti.

MENU
Antipasto lombardo a buffet:
* salumi misti, verdure, nervìtt
≈ Risotto alla monzese
* Pasta ai profumi dell’orto
≈ Scaloppine al vino bianco
* Puré e insalata
≈ Fantasia di torte casalinghe
* Spumante e caffè

Il prezzo della cena è di 20 Euro

Puoi confermare la tua adesione telefonando ai numeri:
02.92.110.753 (Fabio Perego), 02.92.111.076 (Donato Scotti), 02.92.32.959 (Silvia Zucchetti)

Nuovo contratto per gli impinati termici comunale

Al termine delle procedure di gara, il Comune di Cernusco ha affidato l’incarico per il Servizio Energia alla Carbotermo S.p.A. di Milano, per la durata di 10 anni. Su una base di gara di 900.000 euro annui l’impresa vincitrice ha proposto un importo, a carico del Comune, di 816.000 euro.

Oggetto del servizio sono tutti gli immobili comunali, ad eccezione del nuovo Centro Diurno Disabili, dello stadio Scirea, del Centro di Aggregazione Giovanile e delle tribune del centro sportivo Buonarroti; strutture che però potranno rientrare nel servizio dal prossimo anno.

Le novità principali di questo appalto sono però due, come spiega Paolo Della Cagnoletta, Assessore allo Sviluppo Economico e Sostenibile: “Fra 10 anni l’azienda aggiudicataria dovrà restituirci impianti termici rinnovati e non più vecchi di 7 anni ma, soprattutto, la metà del risparmio che sarà generato andrà nelle tasche del gestore.”

In termini numerici gli edifici comunali consumano attualmente 7,5 milioni di Kilowattora l’anno, mentre il consumo massimo fissato nel bando di gara è di 6,1 milioni. L’Azienda aggiudicataria ha ribassato questo limite fino a 5,5 milioni Kwh, una volta conclusi gli interventi di riqualificazione degli impianti termici, che sono a completo carico dell’impresa, entro il termine di 15 mesi dall’aggiudicazione dell’appalto.

La metà della differenza fra il limite di consumo massimo e quello ottenuto dall’Azienda andrà nelle casse di quest’ultima: in termini economici circa 45.000 euro all’anno. “Questo meccanismo di saving sharing, è un’altra novità non di poco conto,” aggiunge l’Assessore – “un buon incentivo per il gestore a mantenere gli edifici in condizioni di efficienza energetica”.

L’importo totale degli interventi da eseguire sugli impianti è invece di 1 milione 300mila euro in 10 anni, “che in mancanza di questo servizio avremmo dovuto imputare al bilancio comunale”, puntualizza ancora Della Cagnoletta.

Il risparmio economico però non finisce qui: “Con il sistema a regime, il costo del servizio a carico del Comune, compresa la quota-premio del gestore sul risparmio energetico, si attesterà intorno agli 852.000 euro annuali, cioè 90.000 euro in meno rispetto all’importo a base d’asta.”

Il Comune ha già provveduto a certificare, nel corso del 2009, l’efficienza energetica di 16 immobili: “In alcuni casi molto va migliorato,“ conclude l’Assessore – “e apporremo delle targhe su ogni edificio che provvederemo a ricertificare in una classe energetica superiore. Sarà così sotto gli occhi di tutti l’impegno del Comune per consumare energia in modo responsabile.”

“Un impegno che stiamo onorando sia come consumatori di energia che come istituzione, con l’apertura dello Sportello Energia destinato a chiunque voglia, come noi, impegnarsi seriamente verso questo obiettivo.”

Nei programmi dell’Assessore c’è anche una “fase due”, che riguarda le fonti di energia rinnovabile: “Potremo pensarci solo quando avremo raggiunto dei livelli adeguati di efficienza energetica; se agissimo ora finiremmo per sprecare il denaro comunale in interventi che, in queste condizioni, sono troppo onerosi.”

Formest: Comune risarcito per 93.000 euro

Si chiude con un risarcimento di 93.000 euro al Comune di Cernusco uno dei due processi contro l’ex direttore generale della Formest, Angelo Giovanetti, ed Edoardo Galluzzo, ex Assessore comunale all’istruzione. Ne ha preso atto, con un propria delibera, la Giunta guidata dal sindaco, Eugenio Comincini, nella seduta di lunedì 5 ottobre.

La somma è frutto del patteggiamento della pena chiesto dai legali di Giovanetti e Galluzzo, a fronte di un risarcimento pari a 100.000 euro, ritenuto congruo dal giudice del Tribunale di Milano.

“Arriviamo a un primo importante risultato,” ha detto Paolo Della Cagnoletta, Assessore allo Sviluppo Economico e Società Partecipate presentando la delibera – “nelle casse comunali torna un parte significativa del denaro perso per le note vicende legate allo scandalo Formest, anche se la vicenda non è ancora completamente chiusa in sede giudiziaria.”

La somma è stata suddivisa fra le parti offese e le parti civili costituitesi in giudizio; fra esse il Comune di Cernusco sul Naviglio ha avuto la quota maggiore.

Resta aperta la causa civile contro gli stessi imputati e gli altri ex amministratori della Formest, per la quale si sta svolgendo il processo di secondo grado.